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Sostegno allo sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi

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Che 1500 persone decidano ed attuino tutte insieme uno sciopero della fame ad oltranza dovrebbe essere  una “notizia”. Ma si tratta di Palestinesi. Per di più prigionieri politici e, ancora peggio, ristretti nelle carceri israeliane. Essi chiedano solo “Libertà e Dignità” ed un  trattamento umano, come prescritto dal Diritto Internazionale, ma la notizia non c’è sui grandi mezzi di informazione, anzi non è mai comparsa, sebbene lo sciopero sia iniziato il 17 aprile, giornata internazionale dei prigionieri. Non se ne parla e non se ne scrive sicché l’opinione pubblica ne è all’oscuro.

Per sopperire a questa carenza, si è costituito a Roma un Coordinamento a sostegno dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame .

Lo scopo è di portare a conoscenza dell’opinione pubblica la richiesta dei prigionieri palestinesi, di vedere rispettati i loro diritti fondamentali: poter ricevere visite dai parenti; la fine dell’isolamento; la fine della detenzione senza accusa e senza processo; la fine degli arresti arbitrari di massa, delle torture, dei maltrattamenti e delle misure punitive, che non escludono donne e minori; assistenza e cure mediche; il diritto all’istruzione; la fine della disumanità cui sono sottoposti nei vari trasporti. Per maggiori informazioni/azioni e link utili: http://bit.ly/2of HswI

Di questo ha scritto il parlamentare palestinese Marwan Barghouthi in una lettera pubblicata sul NY Times il 16 aprile 2017 http://bit.ly/2pCMLKT, il giorno prima dell’inizio dello sciopero, e in una successiva, indirizzata ai parlamentari di tutto il mondo, che è riuscito a far filtrare dalla prigione.

La risposta del Governo di Israele e del sistema carcerario israeliano è stata durissima: rifiuto di  prendere in considerazione le richieste, trasferimento dei prigionieri in altre carceri, isolamento dei leader, inasprimento delle condizioni di detenzione, minaccia di ricorrere alla alimentazione forzata.

Il Coordinamento intende  anche fare pressioni sulle Istituzioni Italiane  perché in virtù delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti dei prigionieri e stabiliscono l’inalienabilità dei diritti umani,  che anche lo Stato Italiano ha sottoscritto,  prendano posizione nei confronti del Governo Israeliano perché cessi di violare le norme del Diritto Internazionale e chiedano l’intervento dell’ONU.

A questo fine, come prima iniziativa, il Coordinamento ha chiesto ed ottenuto che una sua delegazione venga ricevuta mercoledì 3 maggio dalla Presidente del Comitato Diritti Umani della Camera dei Deputati, on. Pia Locatelli, ed indice dalle 10  alle 12.30 dello stesso giorno un presidio in piazza Montecitorio al quale invita alla più ampia partecipazione.

Il Coordinamento, che è aperto a tutte le associazioni e persone, che, consapevoli che la lesione del Diritto costituisce una minaccia per tutti, vorranno parteciparvi, è al momento costituito dalle associazioni firmatarie di questo comunicato.

Roma 28 aprile 2017.

Assopace Palestina, Associazione prigionieri Palestinesi, Centro Italo-Palestinese di scambi Culturali di Gaza VIK, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, Con la Palestina nel cuore, Donne in nero, Ebrei Contro l’Occupazione, Gli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, Per non dimenticare Gaza, Per non dimenticare Sabra e Chatila, ProAfricaOnlus, ISM Italia, Rete Radiè Resh, Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Un Ponte per, U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome 

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