Il twittante presidente del consiglio italiano non perde occasione per cercare di emulare il più quotato e potente collega americano. L’amministrazione Usa è travolta dalle polemiche per le intercettazioni che la Nsa, l’agenzia spionistica nazionale, ha continuato ad effettuare nei confronti anche dei presidenti francesi Chirac, Sarkozy e Hollande, rivelate da Wikileaks. Più modestamente Renzi, tramite il fidato ministro Poletti, ha inserito nei decreti attuativi del jobs act piena licenza per padroni e padroncini di spiare i propri dipendenti con il controllo indiscriminato attraverso tutti gli apparati elettronici e informatici che le lavoratrici e i lavoratori, al giorno d’oggi, sono costretti a maneggiare praticamente 24 ore su 24. Si sa: lo Statuto dei Lavoratori è “vecchio” di 45 anni e non stava al passo con le nuove tecnologie. Meglio liberalizzare ogni controllo a distanza, per gli strumenti di oggi e di domani, saltando a pie’ pari qualsiasi confronto con il sindacato (lacciuoli di un lontano passato), per restituire alle imprese quel dominio totale e indiscusso da “padroni delle ferriere” che la legge 300 aveva notevolmente ridotto.

“Il governo ha scelto da che parte stare: non serve più l’accordo sindacale per controllare i lavoratori e si cancellano i limiti previsti dalla legge 300. Il Grande Fratello è niente in confronto a quanto previsto da questo provvedimento”, è la denuncia della CGIL, anche attraverso i flash mob organizzati in diverse città italiane. Persino il garante della privacy, nella sua relazione annuale al parlamento, ha auspicato che il decreto legislativo “sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo, nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea”. “Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano”, ha aggiunto Soro.

Si pone un problema di dignità e di equilibrio nei confronti dello strapotere aziendale, di maggiori possibilità di ricatto nei confronti delle persone che lavorano, sole e non più tutelate dall’articolo 4 dello Statuto. Oltretutto, come nota la CGIL, lo si fa senza alcun beneficio economico: il decreto non aumenta la competitività o la produttività del lavoro, non facilita gli investimenti, nazionali o esteri, permette solo alle imprese un’indebita sopraffazione dei lavoratori. E’ il nuovo che avanza...

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