Uno dei principali sindacati britannici, con 1,3 milioni di iscritti nel pubblico impiego, guarda con grande interesse al nuovo corso del Labour Party

L’elezione di Jeremy Corbyn a leader del Labour Party, e il massiccio ingresso di nuovi iscritti e sostenitori, hanno riacceso il nostro ottimismo dopo una pesante sconfitta elettorale. Ma solo la speranza ci porterebbe troppo lontano. Dobbiamo cogliere l’occasione per guardare indietro senza infingimenti a quello che è andato male, e cominciare a indicare una via in avanti, per tornare al potere.

Ho riflettuto su cosa ho imparato dagli iscritti ad Unison durante le elezioni, e cosa può dirmi su come il Labour può riconnettersi non solo con gli iscritti al sindacato, ma più in generale con i lavoratori. Il mio punto di partenza è stata la ricerca commissionata all’avvio delle elezioni, per misurare la temperatura politica degli iscritti ad Unison. Nei gruppi di ascolto, su e giù per il paese, abbiamo trovato molta ansia sulla sicurezza del lavoro e sulla supposta ripresa che non filtrava nelle buste paga, e preoccupazioni molto grandi sul futuro del sistema sanitario nazionale, delle amministrazioni locali, e dei servizi pubblici.

Inoltre la ricerca rivelava come la base vedeva il Labour Party. Emergevano tre grandi questioni. I nostri iscritti erano ancora propensi a sostenere il Labour piuttosto che il contrario. Ma per molti questo sostegno era privo di calore, era guidato dalla paura verso i Tory, non da un entusiasmo verso il Labour. Infine, l’impegno degli attivisti Unison nella campagna elettorale – anche nei collegi chiave – non era quello che ci aspettavamo. Dove la nostra gente usciva allo scoperto e parlava con gli iscritti sulla posta in gioco, si vedeva una enorme differenza. Ma ad essere onesto, l’impegno non era abbastanza diffuso.

Quali le ragioni di questa evidente mancanza di amore per il Labour? In Scozia, ovviamente, era la conseguenza della campagna per l’indipendenza e del successo del Snp a presentarsi come a sinistra del Labour. Nell’insieme della Gran Bretagna, il sentimento che il Labour fosse pro-austerity era un grande fattore di disamore. Non aiutavano certo ripetuti pronunciamenti dei leader del Labour a favore della moderazione salariale, così come la mancanza di impegno nella difesa del lavoro. Era opinione comune che non ci fosse niente da aspettarsi da loro. Per altri, compresi gli iscritti che votavano Tory o, in alcuni casi, Ukip, c’era mancanza di fiducia sulla capacità del Labour di gestire l’economia. Perchè il minor impegno nella campagna elettorale da parte degli attivisti? Molti, invece di fare lavoro politico nel proprio settore, impegnandosi a discutere con i colleghi, diventavano parte della campagna del Labour nei loro collegi. Un altro fattore era che molti attivisti non erano abbastanza ispirati, il che ci riporta al punto del Labour visto quasi senza differenze rispetto ai Tory.

L’elezione di Jeremy Corbyn è vitale per affrontare la mancanza di ispirazione. Chiara opposizione all’austerity, ai tagli al welfare e alla legge sui sindacati, significa che oggi una parte più grande della nostra gente vede il Labour come una soluzione. Ma adesso dobbiamo costruire sulla vittoria di Jeremy Corbyn, e creare un’organizzazione e un movimento che consenta al Labour di connettersi con i milioni di persone che non votano, e con quelli che lo hanno abbandonato dal 2010. Unison e altri sindacati hanno un grande ruolo da giocare. Il compito chiave è incoraggiare più uomini e donne a impegnarsi in politica e nelle loro comunità. Non si può mobilitare la gente solo per coinvogerla nell’usuale attività di partito. Dev’esserci l’incoraggiamento a portare le loro esperienze di lavoratori dentro il partito, cosicchè le preoccupazioni sulla qualità e certezza del lavoro, le paghe, i tagli alle pensioni e ai servizi pubblici, siano al cuore di quello che il partito dice e fa. E questa stessa gente deve riportare il partito nei posti di lavoro, mostrando che il Labour è il vero partito di tutti i lavoratori perché dà loro una piattaforma per parlare, riflettere i loro bisogni, ed è in tutto dalla loro parte. Questa è la strada per riconnettere e ristabilire la “coscienza del movimento”, alla base dei più grandi successi passati del Labour. Se approvata, la legge sui sindacati renderebbe tutto ciò più arduo, attaccando i nostri fondi per la politica. Non possiamo permettere al governo Tory di far tacere la voce politica dei lavoratori. Ci sono molti test elettorali da ora alle elezioni generali, pietre miliari sulla strada per il 2020. Dobbiamo prendere slancio. Ma ugualmente importante è costruire un movimento che possa creare questo slancio, riconnettendo il partito con le comunità che aspira a rappresentare. 

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