La CGIL ha deciso di riportare le sue scelte organizzative e politiche verso il territorio e i luoghi di lavoro, rilanciando la sua natura di sindacato generale delle lavoratrici e dei lavoratori, che affonda le sue radici democratiche sulla partecipazione e sulla contrattazione.

Ora dobbiamo superare burocratizzazioni, ritardi e limiti della nostra azione che, insieme alle divisioni, sono stati piombo nelle ali e causa dell’evidente distanza tra quanto scriviamo e quanto realizziamo. Questa distanza va colmata, dando coerenza e concretezza alla scelta di realizzare, sulla Carta dei Diritti, una reale consultazione straordinaria, di ascolto e di verifica con i lavoratori, i delegati e le delegate, gli iscritti. Realizzando quelle assemblee diffuse nei luoghi di lavoro che negli ultimi anni ci sono mancate.

Sulla “Carta universale dei diritti”, che si accompagna alla qualitativa proposta unitaria sul modello contrattuale, non ci è concesso il lusso del disimpegno.Le assemblee vanno fatte in ogni luogo di lavoro. La consultazione straordinaria ci permette di ritornare fra la nostra gente, con una proposta che riporta al centro del confronto sociale e politico il lavoro, e i diritti individuali e collettivi del e nel lavoro.

Con le assemblee possiamo, categorie e confederazione insieme, organizzare una partecipazione attiva; uscire dalla difensiva e riproporci come soggetto generale di rappresentanza degli interessi della classe lavoratrice di oggi, e di un mondo del lavoro poco rappresentato e poco conosciuto da una politica distante e disattenta.

Restituire dignità e democrazia al mondo del lavoro, colpito e denigrato in questi anni da interventi legislativi dei vari governi e dal fronte padronale, riaffermare la funzione e il valore della contrattazione a tutti i livelli e del Ccnl, è una sfida di enorme portata.

Il confronto diretto, pur nelle difficoltà, ci offre la possibilità di costruire consapevolezza, consenso culturale e valoriale, partecipazione militante alla vita dell’organizzazione. Fattori decisivi per ricostruire adeguati rapporti di forza, in un difficile contesto sociale e politico nazionale ed europeo, per affrontare uno scontro che non sarà né breve, né facile.

La Carta dei Diritti può rivoluzionare il diritto del lavoro; è una sfida di lungo periodo che interessa la dignità delle persone, la condizione lavorativa e la democrazia del paese, e che deve accompagnare il nostro impegno sugli altri fronti come le pensioni, la previdenza, e i contratti da conquistare. Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma sapremo perseguirli forti della nostra storia, dei nostri ideali, dei nostri valori.

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