Il Ctuws è una delle storiche associazioni egiziane in difesa dei diritti dei lavoratori, insignito del Premio sui Diritti umani della Repubblica Francese. Sul nostro sito si possono trovare altri documenti che l’associazione ci ha mandato, anche in ricordo e denuncia dell’assassinio del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni. 

I sindacati indipendenti affrontano dure sfide in Egitto. L’attuale regime sta lavorando per chiudere lo spazio pubblico, e criminalizzare i sindacati e i partiti legati al lavoro; cerca di distruggere i sindacati indipendenti, e di ricreare la vecchia formula in campo in Egitto dal 1957: un solo sindacato, subordinato alle autorità istituzionali.

Il 12 marzo 2011, un mese dopo la cacciata di Mubarak, il ministero del lavoro pubblicò l’avviso delle libertà sul lavoro, che dava ai lavoratori il diritto di costituire sindacati. Questo ha creato un ampio movimento di costruzione di sindacati indipendenti fuori dal contesto del sindacato ufficiale.

Nonostante il fatto che il governo abbia ratificato la bozza di legge sulle libertà sul lavoro nel 2011, che dà ai lavoratori il diritto di mettere in piedi liberamente i loro sindacati, il consiglio militare si è poi rifiutato di promulgare la legge. Di conseguenza la vecchia legge sul sindacato, promulgata nel 1976, è tuttora valida, in palese violazione dell’articolo 76 della Costituzione del 2014, che stabilisce il diritto dei lavoratori a fondare liberamente i propri sindacati.

Il ministero del lavoro è ora tornato indietro dalla sua dichiarazione sui diritti del lavoro, e si rifiuta di registrare sindacati. I casi di repressione dei dirigenti di sindacati indipendenti e del movimento operaio sono in costante aumento.

L’Egitto soffre di una soffocante crisi economica, e il regime sta adottando politiche pagate dai più poveri. Questo ha portato a una diminuzione dei salari reali dei lavoratori, a causa dell’inflazione. Cresce il disagio sociale per il continuo aumento dei prezzi, e il collasso del sistema di istruzione e dei servizi sanitari.

La domanda più scottante, oggi in Egitto, è la seguente: per che cosa ci siamo rivoltati, se siamo tornati indietro alle politiche economiche di Mubarak, che hanno reso i ricchi più ricchi e i poveri più poveri? La situazione è addirittura peggiorata in termini di libertà e diritti umani. Lo stato di diritto è stato abbondonato nella guerra contro il terrorismo: centinaia di casi di sparizioni forzate, migliaia di prigionieri, diversi dei quali sono morti in prigioni sovraffolate dove le condizioni di salute sono inesistenti, e arresti di cittadini al di fuori della legge.

Il governo ora vuole approvare, attraverso un parlamento eletto dal voto del solo 4% degli aventi diritto, una nuova legge sul lavoro che cancelli i sindacati indipendenti e ci porti indietro ad un solo sindacato riconosciuto, controllato dalle pubbliche autorità. 

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