Le elezioni regionali del 13 marzo hanno radicalmente cambiato il panorama politico in Germania. Il grande vincitore è il nuovo partito Afd che ha raggiunto più del 24% in Sassonia-Anhalt, secondo partito in questa regione dell’est. In Baden-Württemberg e Renania-Palatinato la Afd è la terza forza politica. Ha perso invece la sinistra. La Spd ha subito un vero crollo, con solo poco più del 10% in Sassonia-Anhalt e poco meno del 13% in Baden-Württemberg. Il buon risultato in Renania-Palatinato la Spd lo deve alla popolare prima ministra, Malu Dreyer. Lo stesso fenomeno c’è in Baden-Württemberg, dove i Verdi sono il primo partito per la popolarità del primo ministro verde Winfried Kretschmann. Nelle altre due regioni hanno perso. Die Linke ha perso molto all’est e non è entrata nei parlamenti delle due regioni dell’ovest, con poco meno del 3% dei voti. Hanno perso anche i democristiani, pur raggiungendo tra il 27 e 32%.

I risultati hanno una grande importanza per tutta la Germania. C’è chiaramente una svolta a destra. La Afd è un partito di destra, in parte di estrema destra. Persegue una politica nazionalista, xenofoba e anche razzista. Il suo successo si deve in particolare alla questione dei profughi, tema dominante in Germania. La Afd è stata in grado di assumere le incertezze e le paure della gente verso il gran afflusso dei rifugiati, sebbene siano paure molto spesso solo immaginarie e senza base reale. Il voto per la Afd è un voto di protesta contro la classe politica al potere. La Afd è stata votata particolarmente dai bassi ceti medi, tra cui una gran parte di disoccupati e lavoratori, e da chi si era finora astenuto.

Non è più in primo luogo la sinistra a rappresentare la protesta sociale, ma la destra. L’afflusso dei profughi è il motivo principale del successo Afd, ma sotto si nascondono problemi sociali ben più profondi. È la politica neo-liberale che conduce alla divisione sociale, in Europa come in Germania. Malgrado il relativo successo economico, in Germania c’è un settore di lavoro precario molto esteso. Una parte notevole, in particolare tra i ceti medi, si sente minacciata di perdere il suo stato sociale. A queste paure la sinistra non ha saputo rispondere in modo convincente. Così i voti sono andato a destra.

Il nuovo panorama politico non solo rende difficile la creazione di governi nelle tre regioni, ma ha conseguenze di vasta portata per la politica nel suo insieme. Angela Merkel ha perso molti consensi per la sua politica verso i profughi, che inoltre ha creato risse nel suo stesso partito, in particolare con il partito bavarese fratello. Ciononostante, secondo recenti sondaggi, i democristiani rimangono il primo partito, pur con molti meno voti. Molto preoccupante è il crollo della socialdemocrazia. Con una Spd così ridotta, un cambiamento politico non è più realistico. Una coalizione rossa-rossa-verde sembra essere fuori portata. Il successo dell’ala conservatrice dei Verdi, e un governo verde-nero in Baden-Württemberg, rendono più probabile una alleanza tra democristiani e Verdi anche a livello nazionale.

Il forte vento di destra in Europa tira adesso anche in Germania, che sembrava un’isola di stabilità economica, sociale e politica. L’Unione europea si trova in condizioni molto difficili. Malgrado il recente successo in Portogallo e in Spagna, la sinistra è piuttosto debole e la destra si accinge a conquistare l’egemonia politico-culturale, come in Francia. Avanza il nazionalismo e l’integrazione europea è a rischio. Sui rifugiati l’Unione europea non è capace di trovare una soluzione solidale europea. L’accordo con la Turchia non è una soluzione. Occorre farla finita con l’austerità, le cui conseguenze sono economicamente controproducenti e socialmente devastanti, e anche politicamente disastrose.

E’ una grande sfida per tutte le forze politiche di sinistra e per i sindacati in Europa. Certo, ci sono proposte alternative, come “Una nuova via per l’Europa”, promossa dalla Ces, e movimenti di sinistra contro la politica neo-liberale, come l’alleanza contro l’austerità, le iniziative per un “Plan B”, o il movimento di Varoufakis. Ma finora manca un forte movimento europeo di sindacati e sinistra.

La sinistra e i sindacati tedeschi hanno una grande responsabilità. Il successo della destra li costringe a riflettere sulla loro politica. In particolare, i socialdemocratici rischiano di rimanere una forza del 20%, sempre più irrilevante. Ma anche i sindacati sono costretti ad affrontare la situazione, considerando che gli iscritti al sindacato hanno votato Afd più della media. Tanto la sinistra quanto i sindacati devono lavorare per rafforzare il loro profilo come forza impegnata nel progresso sociale e come alternativa alla destra.

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