La Cgil ha deciso di uscire dalla difensiva e aprire una nuova fase, con la campagna politica di raccolta delle firme a sostegno della nostra autonoma proposta, innovativa della “Carta dei diritti universali del lavoro – Nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori”, presentata al Parlamento europeo, alle forze politiche italiane e alle associazioni, per informare e costruire un largo consenso su una proposta che parla al paese e a tutto il mondo del lavoro.

Abbiamo scelto di scommettere sul futuro del paese, di esercitare la nostra autonomia in un contesto difficile e inedito sul piano politico e sociale, con rapporti di forza non favorevoli, consapevoli della solitudine, della frantumazione e del disincanto presenti nel mondo del lavoro e nella società. Abbiamo deciso insieme, forti del consenso ricevuto dagli iscritti nelle tante assemblee fatte, che non c’erano altre strade, pena la rinuncia alla nostra storica funzione di sindacato generale, e la resa di fronte alla crisi e agli attacchi di un’Europa liberista che ha perso il senso di sé e di un governo nazionale schierato con il mercato e con l’impresa.

Raccogliere milioni di firme in tre mesi sulla Carta e i tre quesiti referendari di sostegno è una sfida che non possiamo perdere, ma che possiamo e dobbiamo vincere. E la vinciamo se tutti noi, il gruppo dirigente confederale e di categoria, assumerà, in coerenza con le nostre scelte, la consapevolezza della posta in gioco. La vinciamo se, oltre che nelle piazze e nei territori, organizzeremo tanti banchetti dentro e fuori i luoghi di lavoro. Se sapremo coinvolgere e convincere, rendendoli protagonisti, i delegati e le delegate, gli iscritti e gli stessi pensionati, su una battaglia che riguarda anche loro.

Le firme non arrivano da sole, occorre raccoglierle. Bisogna evitare pericolosi ritardi. Sono richiesti a tutti una militanza e un impegno straordinari; raccogliere milioni di firme con i vidimatori, non avendo una grande disponibilità dei consiglieri dei partiti, organizzare in tempo la necessaria certificazione elettorale, e garantire la presentazione in Cassazione di firme autenticate entro i tre mesi, non è una passeggiata.

L’impegno sulla raccolta di firme non è altra cosa rispetto alle nostre mobilitazioni contro la precarietà e le diseguaglianze, per il diritto ai contratti, per la riforma del sistema previdenziale, per il progresso sociale. La Cgil sta rimettendo al centro del cambiamento il valore dei diritti di tutte e tutti, per un futuro migliore per il paese. Il nostro impegno non mancherà.

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