Si è tenuta a Treviso l’assemblea provinciale di Lavoro Società – Sinistra Sindacale della Cgil provinciale. L’iniziativa, aperta dal coordinatore provinciale Nicola Atalmi della segreteria Cgil, era incentrata sulla necessità di un cambio di passo su redditi e pensioni, e ha visto la partecipazione di molte Rsu delle principali aziende della Marca trevigiana, assieme a tutte le compagne e compagni dirigenti della Cgil aderenti alla Sinistra sindacale.
La prima relazione introduttiva ha affrontato i nodi specifici locali della crisi che ha colpito l’ex locomotiva del nordest, con particolare attenzione alla disoccupazione, alla mancanza di investimenti, alla incapacità di reagire da parte di una classe imprenditoriale che, finita la fase speculativa e delle delocalizzazioni, ha lasciato solo macerie sul territorio. Poi la relazione di Atalmi ha posto l’attenzione sulla necessità di innovare la capacità di intervento della Cgil, a fronte dell’ostilità manifesta del governo a qualsiasi ipotesi di confronto sul merito.

La sfida tutta politica del Nuovo Statuto e dei referendum chiede a tutti noi un impegno all’altezza della nostra storia, e ci interroga sulla difficoltà della fase che vede l’assenza di una sinistra politica capace di essere interlocutore credibile efficace per le nostre proposte. Infine Atalmi ha rivendicato il ruolo di Lavoro Società, con la sua capacità di fare del sindacato una comunità unita e solidale, che riporti al ruolo di direzione della Cgil i giovani e le Rsu, rappresentanti in prima persona del necessario rinnovamento sindacale.

La seconda relazione, specifica sul tema delle pensioni, è stata svolta da Patrizio Tonon, già segretario regionale Cgil, che ha indicato la necessità di rilanciare, accanto alla battaglia per la riconquista dei diritti fondamentali nei luoghi di lavoro, la vicenda delle pensioni con la piattaforma unitaria, che rimetta al centro una vicenda che è già drammatica e rischia di peggiorare. Bisogna ricostruire un progetto solidale e di classe per tenere assieme pensionati, lavoratori e giovani, per girare pagina rispetto alla situazione attuale, respingendo senza tentennamenti il tentativo di togliere diritti, che non sono certo privilegi, ai lavoratori e pensionati per darli ai giovani.

Secondo Tonon, i giovani sono demotivati da un sistema in cui, con 43 anni di versamenti, rischiano di avere una pensione vicina alla minima. Questo li porta ad avversare il sistema pubblico della contribuzione solidale e a ripartizione, al punto che, come riportato da una ricerca Demos, il 46% dei giovani in Veneto si dice non disponibile a pagare i contributi per le pensioni e l’assistenza degli anziani. Siamo dentro a una discussione pietosa sul risanamento dei conti e sul “buco” dell’Inps, facendo finta di dimenticare cosa è stato fatto ingoiare all’Inps in questi anni, quali prestazioni ha dovuto erogare, quali fondi in rosso ha dovuto assorbire, compreso quello dell’Inpdap, spolpato fino all’osso e non certo per colpa dei dipendenti.

La Cgil chieda con forza una operazione verità e trasparenza sulle pensioni, perché non possiamo accettare che l’operaio metalmeccanico, tessile o chimico, andato in pensione con 42 anni di versamenti con il retributivo, visto che ha iniziato a lavorare presto, sia dipinto dai media e da qualche politico spregiudicato come un privilegiato. Bisogna invece ricordare che questo governo, e i precedenti, hanno fatto cassa sui pensionati, tagliando oltre 80 miliardi sulle pensioni. E’ opportuno dire che le pensioni non sono il bancomat dei governi e che, rispetto ai versamenti effettuati, i più alti in Europa, le pensioni sono inadeguate: un lavoratore metalmeccanico con un reddito di 22mila euro lordi versa all’Inps per la pensione 306mila euro in 42 anni: per portare a casa quello che ha versato deve vivere almeno altri 20 anni.

Sono poi intervenuti Susan Moser, Rsu Luxottica e della segreteria provinciale della Filctem, per aprire una discussione sul tema controverso del welfare aziendale, e Gianfranco Barone, della segreteria Fisac, che ha parlato della grave situazione del sistema del capitalismo di provincia, generata dalle crisi bancarie di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza. Claudia Gava, della segreteria Fiom, ha illustrato la situazione del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, e Alessandra Gava, segretaria del Sunia, ci ha parlato dell’allarme casa a seguito della crisi.

Le conclusioni di Giacinto Botti hanno indicato gli obiettivi e i compiti della sinistra sindacale per sostenere l’impegno della Cgil, in questa difficile fase di crisi economica e di scontro con il governo.

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