Cgil Cisl Uil di Torino hanno presentato le proprie proposte ai candidati sindaco. Con adeguate politiche, la città potrebbe essere un laboratorio innovativo per innescare lo sviluppo economico e sociale nell’intera regione.  

Il 5 giugno prossimo i cittadini torinesi esprimeranno il loro voto per scegliere il nuovo sindaco della città. Cgil Cisl Uil di Torino hanno presentato le proprie proposte ai candidati sindaco del comune capoluogo, che assumerà anche la guida della Città Metropolitana.

Nella nostra città c’è stata una consistente perdita di posti di lavoro, un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, il peggioramento delle condizioni di vita di migliaia di famiglie e di lavoratori, la nascita di nuove povertà. Per invertire questa tendenza occorre agire su alcune questioni di rilievo. Prima di tutto rilanciare il lavoro attraverso l’efficienza della pubblica amministrazione; il sostegno alla ricerca, all’innovazione e alle start-up; l’adozione di nuove tecnologie per realizzare una città “più intelligente”; la dotazione di un sistema di mobilità moderno e sostenibile; la realizzazione di un tessuto urbano accogliente e più omogeneo dell’attuale.
E’ necessario valorizzare il lavoro pubblico, rinsaldando il rapporto fra amministrazione, operatori e cittadini-utenti, motivando il personale mortificato da consulenze ingiustificate e improduttive, da blocchi della contrattazioni e del turnover, da esternalizzazioni che causano precarietà, dumping e scadimento dei servizi.

Vanno poi potenziate le vocazioni del nostro territorio, nel quale oggi le imprese ad alta tecnologia e del terziario avanzato svolgono un ruolo importante, ma bisogna essere consapevoli che l’industria deve continuare a sostenere un ruolo centrale nell’economia locale. Per questo, ad esempio, è importante favorire lo sviluppo e gli investimenti da parte di imprese interessate alla produzione di veicoli ibridi ed elettrici, e rilanciare il distretto dell’aerospazio, che rappresenta uno dei comparti a più alto tasso d’innovazione e ricerca tecnologica.

Bisognerebbe, altresì, valorizzare e rafforzare la sede Rai di Torino, con ideazione, progettazione e produzione in settori nei quali è forte la tradizione e la specializzazione del nostro territorio (cultura, ambiente, educazione dei bambini).

Centrale è regolamentare gli appalti, sottoscrivendo un accordo con il Comune di Torino, le sue partecipate e la Città Metropolitana, coinvolgendo e responsabilizzando anche i datori di lavoro privati.
Vanno rafforzati il welfare pubblico e le politiche sociali. E’ necessario sostenere il reddito dei nuclei familiari in difficoltà, implementare la prevenzione sanitaria, integrare i servizi socio assistenziali con quelle delle aziende sanitarie locali, promuovere l’invecchiamento attivo, risolvere il problema della residenzialità dei malati non autosufficienti e delle persone con disabilità. Per recuperare risorse bisogna intensificare la lotta all’evasione fiscale, dando anche attuazione al patto anti-evasione. Pur nelle attuali difficoltà finanziarie, occorre ribadire e potenziare il ruolo del welfare pubblico, anche ai fini del mantenimento della programmazione e del controllo, armonizzando il contributo del volontariato, del terzo settore e del privato virtuoso.

La nuova amministrazione dovrà intervenire sull’emergenza abitativa, conseguenza della drammatica situazione di migliaia di famiglie a causa della riduzione del reddito, che ha portato a un’impennata degli sfratti, il 90% dei quali per morosità incolpevole. E’ quindi necessario censire gli alloggi sfitti e gli spazi inutilizzati, rilanciare l’edilizia popolare, riqualificare la periferia urbana, rifinanziare i fondi di sostegno alla locazione.
Vanno attivate sedi istituzionali di confronto per gestire le risorse provenienti dai Fondi strutturali europei, per creare lavoro attraverso opere di pubblica utilità (messa in sicurezza idrogeologica del territorio, riqualificazione urbana, edilizia scolastica), e per dare risposte occupazionali, in termini qualitativi e quantitativi, a partire anche dalla vocazione turistica del territorio. Con adeguate politiche, Torino potrebbe essere un importante e innovativo laboratorio, in grado di innescare il motore dello sviluppo economico e sociale nell’intera regione.

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