Ora che la Convenzione Democratica di Filadelfia è terminata con la nomina a candidato di Hillary Clinton, la campagna di Berbie Sanders per la “rivoluzione politica” entra nella sua fase successiva.
Chiunque abbia sostenuto Labor for Bernie è molto fiero dello sforzo dal basso senza precedenti per aggregare quadri e iscritti al suo fianco. Una rete di decine di migliaia di sostenitori (in larga parte mobilitati attraverso il sito e i social di Labor for Bernie) ha fatto campagna in quasi tutti i sindacati per portarli a dare il loro appoggio a Sanders. Alla fine, 6 sindacati nazionali e 107 organismi statali o locali hanno sostenuto formalmente Bernie.

Non si è trattato solo del sostegno formale. Labor for Bernie è un esercito completamente volontario; un movimento di iscritti e dirigenti che ha affrontato la burocrazia sindacale. I suoi attivisti hanno formato gruppi sindacali trasversali in decine di stati e in molte città. Hanno prodotto un forte sostegno a Sanders da parte dei lavoratori e portato il suo messaggio in migliaia di posti di lavoro. Hanno lavorato in autonomia dalla campagna di Sanders, anche se in tandem con essa.

In particolare nelle primarie più tardive raggiungere i posti di lavoro ha aiutato ad indentificare nuovi sostenitori di Sanders e a portarli al voto. In molti Stati, la maggioranza delle famiglie di sindacalizzati è andata al voto per Bernie, garantendo spesso il suo margine di vantaggio.

Più di 250 delegati di Labor for Bernie da 37 Stati hanno partecipato alla Convenzione di Filadelfia e i suoi leader hanno giocato un ruolo chiave nella lotta per una piattaforma più avanzata e per cambiamenti nelle regole per rendere il Partito Democratico più aperto e popolare.

Questi cambiamenti sono stati negoziati tra le campagne di Sanders e Clinton prima della Convenzione. Ma nonostante l’accordo di compromesso, tra i delegati c’erano diffuse preoccupazioni che la piattaforma non fosse abbastanza forte contro il ParternariatoTrans-Pacifico (TPP). Un dirigente di Labor for Bernie ha stampato duemila bandierine “No TPP”. Quando si è andati al voto sulla piattaforma, lo slogan “No T-P-P” lanciato da Labor for Bernie ha brevemente bloccato i lavori e attirato l’attenzione dei media nazionali.

Fuori dalla sala c’erano manifestazioni di massa a sostegno della candidatura di Bernie e delle istanze sociali e ambientali della campagna. Il sindacato National Nurses United ha organizzato un forum su Medicare per tutti. Sindacalisti hanno tenuto un forum organizzativo su come fermare il TPP durante la sessione parlamentare nell’interim presidenziale dopo le elezioni dell’8 novembre. Il piccolo ma energico Working Families Party ha promosso un forum sulla costruzione di una frazione autonoma e indipendente nel Partito Democratico. Democratic Socialists of America ha tenuto una sessione plenaria sugli insegnamenti della campagna di Sanders.
C’erano ovvie e profonde differenze nelle prospettive politiche fra i delegati di Sanders e di Clinton. Gli uni evidentemente soddisfatti dello status quo nel Partito, gli altri determinati a cambiarlo. I delegati di Sanders hanno spesso sentito di stare “combattendo” contro il partito di qualcun altro. Subito prima dell’inizio della Convenzione WikiLeaks aveva rivelato e-mail con la dimostrazione del diffuso favoritismo e delle manipolazioni del Comitato nazionale democratico a favore di Clinton nelle primarie. La conferma di quello che già molti sospettavano ha fatto infuriare molti delegati di Sanders e sono esplose accese discussioni sia sulla condotta del partito che sui punti di merito.

L’esperienza condivisa tra i 1.900 delegati di Sanders può essere uno dei più importanti effetti duraturi della convenzione. I militanti sindacali alleati a Labor for Bernie affrontano ora la doppia sfida di sconfiggere Donald Trump e di fermare il trattato TPP.

Come ha sostenuto Bernie, non possiamo permettere che questa elezione si misuri soltanto con le differenze tra Trump e Clinton.

Qui entra in campo “Our Revolution,” una nuova organizzazione che sta emergendo dalla campagna di Sanders. Continuerà a mettere insieme una nuova maggioranza per il cambiamento economico e sociale, sostenendo a tutti i livelli candidati in linea con la missione, i valori e i contenuti della campagna di Sanders.

La campagna ha mostrato come i sindacati possono impegnarsi in politica in modi che rafforzino la partecipazione degli iscritti e il peso organizzativo. Quando sindacati decidono di appoggiare candidati, dopo un processo democratico aperto all’insieme di iscritti e quadri, questo cambia l’intera dinamica dell’attivismo politico a base sindacale. Ci sarà il bisogno continuo, a livello locale, statale e nazionale, di sostenere campagne elettorali ispirate dalla corsa alla presidenza di Sanders.

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