Il 29 settembre la Cgil compie centodieci anni. La consegna delle firme sulla Carta dei Diritti, dopo i tre milioni raccolte per i referendum abrogativi a suo sostegno, si concluderà con una grande festa a Roma. Centodieci anni di storia, di impegno, di militanza che la Cgil, nel suo ruolo di forza sociale confederale, ha dedicato alla difesa dei diritti, alla partecipazione e alla mobilitazione del mondo del lavoro, dei pensionati, delle giovani generazioni.

Nello Statuto c’è scritto che la Cgil “basa i propri programmi e le proprie azioni sui dettati della Costituzione della Repubblica e ne propugna la piena attuazione”, da qui l’impegno in difesa della democrazia costituzionale: dalle lotte del primo Novecento, alla tragedia del fascismo e della guerra da cui il paese è uscito con la Resistenza, la lotta partigiana e le lotte dei lavoratori. Poi la ricostruzione, il Piano del Lavoro di Di Vittorio, le discriminazioni contro i militanti Cgil e l’autunno caldo del ’69, che ha aperto all’unità sindacale e a conquiste fondamentali per il lavoro, la società e la democrazia.

Oggi l’Italia, l’Europa e il mondo portano il segno di oltre trent’anni di dominio neoliberista, con l’aumento di povertà, diseguaglianze, precarietà per i giovani, e la riduzione dei redditi da lavoro e dell’iniziativa pubblica. Nonostante la più grande crisi di sistema, la finanza e le multinazionali continuano a dominare la scena globale, con un disegno esplicito - lo vediamo anche nelle riforme italiane - di sconfiggere il mondo del lavoro, riducendo le istituzioni e la democrazia rappresentativa e partecipativa, e cancellare il sindacato confederale di rappresentanza di un mondo del lavoro sempre più vulnerabile e frammentato.

E’ il “moderno” scontro di classe, ancora in atto. Riconosciamo alla Cgil e a noi stessi di aver scelto, come forza sociale autonoma, di uscire dalla difensiva affrontando la difficile sfida della crisi in difesa dei diritti, con mobilitazioni a sostegno di proposte alternative alle politiche fallimentari dell’Europa e del governo italiano.

Il piano del lavoro, un’idea innovatrice di sviluppo, la Carta dei diritti, il nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori di ieri e di oggi, sono parte di un progetto strategico di un’organizzazione che, nel riconoscere i propri limiti e ritardi, si misura con il rinnovamento senza recidere le proprie radici e senza rottamare i valori, gli ideali storici di riferimento. La storia della Cgil sta nell’incontro tra le generazioni, nel coraggio di difendere i lavoratori, di lottare per l’estensione dei diritti, di sostenere le parti sociali più deboli.

Siamo donne e uomini della Cgil, orgogliosamente conservatori di questo coraggio. Viva la Cgil!

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