La Cgil apre la campagna elettorale sulle ragioni del No alla riforma costituzionale. Lo fa nei luoghi di lavoro e tra i cittadini, con la sua autonomia e la sua storia, esprimendo un giudizio di merito e impegnandosi perché il voto sia consapevole e partecipato, a partire dalle buone ragioni di ordine politico e sindacale del nostro No.

Sosterremo con la militanza e la convinzione questa difficile campagna referendaria nella quale il presidente Renzi userà la forma più corrotta della democrazia: la demagogia populista.
Il 4 ottobre scorso, a Milano, Lavoro Società ha organizzato un importante confronto su questo tema. Un’iniziativa molto partecipata, con la quale pensiamo di aver offerto un contributo significativo all’avvio della campagna elettorale della Cgil, avvalendoci di contributi interni, di autorevoli costituzionalisti e del presidente nazionale dell’Anpi.

Abbiamo indicato i pericoli di questa riforma per la nostra repubblica parlamentare, e sottolineato che le scelte, ricorrenti da vent’anni, di centralizzazione verso l’esecutivo e di riduzione della partecipazione popolare hanno un chiaro segno di classe. Vogliono escludere la voce dei lavoratori e delle loro organizzazioni di rappresentanza dai centri di decisione istituzionale; e rendere la politica e le istituzioni sempre più permeabili ai poteri forti, e sempre meno raggiungibili dagli interessi di lavoratori, giovani, pensionati. Un disegno autoritario, un’idea di democrazia che accentra poteri, che divide il paese e la sinistra sociale e politica, con il sostegno di Confindustria e dei poteri finanziari internazionali.

La riforma non si limita alla seconda parte della Costituzione, ma ne tocca il cuore valoriale; la Repubblica è sempre meno fondata sul lavoro, sui diritti, sulle garanzie sociali e sulla sovranità popolare. Le questioni istituzionali non sono mai tecniche e i cambiamenti non sono mai neutri. Centralizzare il potere nelle mani di un governo significa “costituzionalizzare” il predomino degli interessi dell’impresa e della finanza sulle politiche sociali e sui diritti.

La campagna di assemblee, il lungo viaggio nelle piazze e nei luoghi di lavoro per raccogliere milioni di firme hanno rafforzato la natura democratica e plurale della Cgil, e il suo legame con il mondo del lavoro. Coerentemente con la nostra storia di organizzazione fondata sulla Costituzione (che i lavoratori, con le loro lotte, hanno contribuito a scrivere e far applicare) siamo impegnati a far partecipare i cittadini al voto per un No che si salda con il Sì futuro ai nostri tre referendum a sostegno della proposta di legge per un nuovo Statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Rottamiamo le ingiustizie e le diseguaglianze, non la nostra Costituzione repubblicana.

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