Ovvero su pensioni, sanità pubblica, contratti, ammortizzatori sociali e occupazione giovanile, è necessario un percorso di mobilitazione e di lotta.

La piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil non è al centro degli incontri sulle pensioni per precisa responsabilità politica del governo, che sta disattendendo gli stessi impegni annunciati nel verbale della cosiddetta “fase 1”. Nessuna sostanziale modifica della legge Fornero, nessun intervento per permettere l’accesso alla pensione dopo 41 anni filati di lavoro e di contributi, nessun sostanziale riconoscimento del lavoro di cura e dei lavori usuranti, nessun elemento teso a scongiurare un futuro di pensioni da lavoro sotto la soglia di sussistenza, nessun intervento strutturale per garantire ai giovani lavoratori precari e discontinui la stessa idea di una pensione pubblica.

Il governo continua a far cassa dal sistema previdenziale, trascina la discussione alla soglia dell’approvazione della legge di bilancio, getterà qualche cortina di fumo, ripresa e rilanciata dal sistema compiacente dei media, e, confidando nella prostrazione e sfiducia della classe lavoratrice e popolare, confida di passare indenne la nottata. Tocca a noi impedirlo.

La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha avuto parole chiare ed esplicite. Occorre da subito informare attraverso assemblee e attivi, con forte spinta unitaria, sulle nostre richieste e sulle reali disponibilità del governo, occorre non essere spettatori e commentatori ma protagonisti di una rilevante partita sociale e politica. Occorre mettere al centro della nostra analisi ed iniziativa la reale, materiale e concreta situazione dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari. La nostra misura di giudizio deve essere: quanto e come cambierebbe, a fronte delle proposte del governo, la vita reale di chi rappresentiamo e vogliamo rappresentare?

Occorre avere come assoluta priorità quella di non disperdere quel filo di attenzione e fiducia recuperato attraverso le battaglie - vinte - sul referendum costituzionale, la proposta di una politica economica e sociale neokeynesiana con elementi programmatori alla base del nuovo Piano del lavoro - da riprendere e far vivere come asse strategico della nostra iniziativa complessiva - e la Carta dei diritti universali del lavoro, con la scelta referendaria di accompagnamento su voucher, articolo 18 e responsabilità in solido in materia d’appalti.

E’ il governo che ha compiuto su questi temi un atto miserando ed eversivo - prima abolendo e poi ripristinando l’istituto dei voucher – fino ad uscire sconfitto nella stessa propria credibilità, alla quale abbiamo risposto come Cgil con una manifestazione nazionale dal netto giudizio di “ladri di democrazia”. Non ci possiamo permettere di esser neppure percepiti come accondiscendenti ai provvedimenti del governo, come ancora i lavoratori ci ricordano ad ogni assemblea rispetto alla legge Fornero. E questo è il secondo elemento che deve guidarci.

Allora bisogna dire in maniera chiara e netta che su pensioni, sanità pubblica, rinnovo dei contratti, ripristino degli ammortizzatori sociale e occupazione giovanile occorre - per ottenere risultati - mobilitarsi e lottare. Lo dobbiamo dire con nettezza come Cgil, perché è giusto, perché è necessario, perché il giudizio netto e una forte presa di posizione di una organizzazione come la Cgil può rompere la cappa di disinformazione e di passività sociale che sta caratterizzando questa lunga fase.

Dobbiamo dirlo unitariamente, perché Cisl e Uil hanno sottoscritto la nostra stessa piattaforma, e soprattutto perché tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici vivono sulla propria pelle - indipendentemente da quale tessera abbiano - le stesse condizioni di insopportabile impossibilità di non poter andare in pensione, di ritmi di lavoro ancor più intensi a fronte di una età avanzata, della assurda situazione di essere a lavoro fino a 67 anni e più, a fronte di figli e nipoti disoccupati.

Sarà un caso indecifrabile che in concomitanza dell’innalzamento dell’età pensionabile e del blocco del turn over nella pubblica amministrazione sia schizzata alle stelle la disoccupazione giovanile? L’avvenire non viene da solo, costruiamolo assieme con la mobilitazione e con la lotta.

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