Perchè Trump ha vinto? Cosa accadrà ora ai lavoratori americani?

Le elite europee sono rimaste scioccate dalla sorprendente vittoria della “Brexit” lo scorso giugno. Le elite americane – specialmente le agenzie di sondaggi e i principali media – sono stati scioccati allo stesso modo dai risultati delle elezioni presidenziali dell’8 novembre.

Se la Brexit è l’esito di un voto secco (“si” o “no”), Hillary Clinton ha vinto il voto popolare, ma ha perso a causa del sistema Electoral College per eleggere i presidenti Usa. Si tratta di una misteriosa legge costituzionale intesa a proteggere gli stati più piccoli dal potere della popolazione degli stati più grandi e a mitigare la legge della “folla” sulla presunta saggezza delle elite elettorali.

Questa è la quinta volta nella storia degli Stati Uniti che un candidato presidente ha vinto il voto popolare ma perso le elezioni a causa dell’antidemocratico sistema dei collegi elettorali. L’ultima volta è stata nel 2000 quando George W. Bush è diventato presidente dopo che la Corte Suprema ha decretato la sua vittoria in Florida. Il voto del collegio elettorale di questo stato ha dato l’elezione a Bush anche se la maggioranza del popolo americano aveva votato per il democratico Al Gore.

Trump ha annunciato la sua elezione come “Brexit agli steroidi” ed è apparso ad una manifestazione nel Mississipi con Nigel Farage dell’Ukip britannico.

Sia la Brexit che il trionfo di Trump poggiano su una sconvolta classe lavoratrice bianca colpita dalla globalizzazione e dalla nuova realtà demografica.

In molti casi l’attrazione di Trump è stato puro e semplice razzismo, attirando elementi di estrema destra e apertamente razzisti. Certo, mentre tutti i razzisti, misogeni e xenofobi hanno votato per Trump, non tutti tra i 60 milioni di suoi votanti sono razzisti, misogeni e xenofobi.

Il sistema dei collegi elettorali ha reso la vittoria in stati come Pennsylvania, Ohio e Wisconsin la chiave per entrambi i candidati nella conquista della Casa Bianca.

Perchè Clinton ha perso in questi tre stati che il suo predecessore Obama aveva vinto nel 2008 e 2012?

I lavoratori, in tutti e tre gli stati, hanno sofferto pesanti perdite di posti di lavoro nei settori base e, nel caso della Pennsylvania, la chiusura delle miniere di carbone.

I figli e le figlie dei Democratici del “New Deal”, molti dei quali avevano sostenuto Obama nel 2008 e 2012, hanno cercato di dare un segnale contro le classi dirigenti e hanno votato per cambiare.

Gli exit poll in Ohio raccontano la storia. Nel 2012, quando Obama vinse in Ohio, conquistò il voto delle famiglie sindacalizzate con un margine del 23%. Nel 2016, il miliardario newyorkese Trump ha vinto il voto delle famiglie sindacalizzate con un margine del 12%.

Simili risultati elettorali hanno avuto luogo negli stati campo di battaglia cruciale del Wisconsin e della Pennsylvania.

In breve, molti votanti della classe operaia bianca hanno abbandonato il Partito democratico.

Dopo le elezioni, un ferroviere dell’Ohio iscritto al sindacato Brotherhood of Maintenance of Way Employees (un settore della federazione International Brotherhood of Teamsters) che ha votato per Trump ha detto: “Non ho votato pensando alla mia pensione. Nè per la mia assistenza sanitaria. Non ho votato seguendo la mia militanza sindacale. Ho votato per mio figlio. Perchè non ho visto alcun futuro per lui se avessimo eletto Hillary. Ho votato per Obama nelle ultime due elezioni. Ora, sono qui e vi dico che se perdo la mia pensione, se perdo la mia assistenza sanitaria, se le mie tasse cresceranno, non mi lamenterò. Ho dato il mio voto e ne pagherò le conseguenze”.

Un iscritto al sindacato Seiu in Massachusetts si è sentito tradito: “Sono registrato come Democratico, ma loro mi hanno lasciato indietro”, ha detto Peter Blaikie, custode e delegato nelle scuole pubbliche di Somerville. “Mi aspetto che i Repubblicani mi imbroglino, ma i Democratici prendono le nostre quote e si comportano peggio, così ho votato per il minore dei due mali. Clinton somigliava ad un terzo mandato di Obama. Sembrava già eletta. E c’entra anche cosa sento come giusto o sbagliato. Centinaia di sue email sono state maneggiate scorrettamente. Avrebbe dovuto essere incriminata per tradimento. Se fai qualcosa di sbagliato con informazioni classificate dovresti essere considerato responsabile. Altri sono stati puniti severamente per realti minori. Io ubbidisco alla legge, anche lei dovrebbe”.

Nell’avvicinarsi del giornio del voto, i sondaggisti e gli esperti hanno parlato di riconfigurazione della mappa elettorale per la forza del voto anticipato dei Latinos.

Alla fine, Trump è risultato più forte tra i Latinos dei candidati repubblicani del 2008 e 2012.

Il voto nero – senza Obama alla testa della coppia – è andato al di sotto delle ultime due elezioni in città come Detroit che erano cruciali per vincere stati industriali come il Michigan.

Dopo le elezioni, il senatore Sanders ha riassunto la sconfitta della Clinton: “Trump ha fatto breccia nell’odio di una classe media in declino che è afflitta e stanca della classe dirigente economica, politica e mediatica. La gente è stanca di lavorare più ore per salari più bassi, di vedere lavori pagati dignitosamente andare in Cina o in altri paesi a bassi salari, di miliardari che non pagano alcuna tassa federale sui redditi o di non riuscire ad affrontare un’istruzione universitaria per i loro figli – tutto questo mentre i ricchi diventano sempre più ricchi”.

Molte persone (inclusi gli autori) pensano che Sanders avrebbe vinto contro Trump.

La campagna di Sanders (e le vittorie in molti scontri diretti l’8 novembre - vedi down-ballot victories) dimostrano che una campagna apertamente anticapitalista può avere successo.

Ora l’ala neoliberista del Partito democratico (i Clinton e i loro amici del think tank Progressive Policy Institute) sono del tutto screditati.

L’ala popolare del partito di Sanders ed Elizabeth Warren sta sfidando la sua leadership nazionale. Anche il newyorkese Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato, ha riconosciuto la necessità di un nuovo approccio. Sostiene il deputato Keith Ellison, un musulmano afroamericano del Minnesota e sostenitore di Sanders, come presidente del comitato nazionale democratico.

Forse ancora più importante, attivisti di base ispirati dalla campagna di Sanders stanno sfidando la direzione del partito a livello statale e locale nel paese.

Sanders sta sostenendo un nuovo gruppo, Our Revolution, “la nostra rivoluzione”, formato sulla base del movimento cui ha dato inizio. Our Revolution ha sostenuto più di cento nuovi dirigenti progressisti nelle elezioni di novembre e spera di trasformare la politica americana in maniera più rispondente ai bisogni delle famiglie dei lavoratori.

La vittoria di Trump, anche se resa possible da una classe operaia bianca arrabbiata, ha anche elevato le questioni della classe lavoratrice ad un livello mai visto dagli anni ’30 del novecento.

Ironicamente, ha anche portato alla sconfitta della Partnership transpacifica (TPP), l’accordo commerciale negoziato dall’amministrazione Obama con i paesi della sponda del Pacifico.

“Il movimento che abbiamo costruito ha sconfitto, almeno per ora, il trattato transpacifico”, ha detto Larry Cohen, già presidente del sindacato Communications Workers e ora presidente della direzione di Our revolution. “Questo è stato merito del lavoro di sindacalisti e ambientalisti, agricoltori e immigrati. E’ stato il lavoro della rivoluzione politica. La nostra sconfitta per ora del TPP è un punto luminoso in una settimana buia per il nostro paese. Lasciate che celebriamo la nostra vittoria, rimanendo pronti per le lotte in arrivo”.

Andando oltre, i lavoratori e i sindacati che li difendono saranno probabilmente sotto un pesante attacco da parte di Trump e del Partito repubblicano, in maggioranza sia alla Camera che al Senato.

Il movimento operaio avrà l’opportunità di organizzare più lavoratori e di attrarre più militanti se potrà offrire un “porto nella tempesta” per quanti sono maggiormente vulnerabili nell’era Trump.

I sindacati che hanno sostenuto Sanders – e, si spera, molti altri – aiuteranno a guidare la lotta contro Trump e così facendo a costruire la forza per un’ala del movimento operaio più militante e con maggiore coscienza di classe.

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