Lo Spi e i sindacati dei pensionati di paesi europei e della Tunisia insieme, per un’Europa accogliente, solidale, senza barriere.

Il 6 luglio 2016 al Brennero, insieme al sindacato dei pensionati austriaci Ogb. Il 18 dicembre, giornata mondiale dei diritti dei migranti, a Ventimiglia, insieme al sindacato dei pensionati francesi della Cgt. Il primo aprile 2017 a Noto, in Sicilia, insieme al sindacato dei pensionati tunisini della Ugtt. Il 7 giugno scorso a Obrezje/Bregana, al confine tra Slovenia e Croazia, con tredici sindacati dei pensionati di dieci paesi dei Balcani e dell’Europa orientale. Sono le iniziative “Diritti senza confini”, che lo Spi Cgil ha promosso per manifestare contro i nuovi muri – fisici o legislativi – che si vanno innalzando in Europa, di fronte ai flussi di migranti e profughi dall’Africa e dal Medio Oriente. Altrettante occasioni di incontro tra sindacati di paesi diversi. Con lo scopo di lanciare un appello comune per un’Europa aperta, solidale e accogliente.

Sono quattro appelli che, sottolineando le specificità delle situazione “di confine” cui fanno riferimento, hanno come base comune la difesa dei valori profondi dell’Europa “dei popoli e dei diritti”, per la cui costruzione milioni di lavoratori hanno lottato per decenni, anche attraverso il sacrificio delle migrazioni e dello sradicamento dalle loro famiglie e dalle loro comunità.

Lo Spi e i sindacati dei pensionati degli altri paesi si sono fatti “interpreti di generazioni di uomini e donne nati a ridosso di due guerre mondiali in paesi e territori divisi e devastati, che con il loro lavoro hanno riscattato condizioni di povertà secolare e contribuito alla costruzione di una Unione europea che per oltre sessant’anni ha garantito crescita e sviluppo ai suoi popoli”, come si legge negli appelli sottoscritti e inviati a tutte le autorità politiche e istituzionali interessate. C’è un impegno diretto dei sindacati dei pensionati “per la costruzione di un’Europa unita, giusta e solidale nella continuità di quegli ideali di pace, giustizia, eguaglianza sociale e convivenza civile che sono alla base del loro impegno che, solo, è garante di forti fondamenta”.

“Ciò è tanto più importante oggi – continua il testo degli appelli - di fronte all’ondata di persone che fuggono dalla guerra e da condizioni di vita miserabili, alle quali non si può rispondere con i reticolati di filo spinato tra gli stati europei, ma solo con la riaffermazione dei diritti indivisibili della persona, a prescindere dalla religione di appartenenza o dal paese di provenienza”.

Al confine sloveno-croato, nel corso della manifestazione più recente, i pensionati hanno sfilato simbolicamente accanto ai reticolati di filo spinato per chiedere ancora una volta che l’Europa sia un luogo di accoglienza, di solidarietà e aperto a quei migranti che scappano dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Al termine della manifestazione tutti i rappresentanti dei tredici sindacati hanno sottoscritto un appello comune. “Lungo la rotta balcanica - si legge nell’appello - ondate di disperati fuggono dalla guerra e da condizioni di vita miserabili. A tutto ciò non possiamo rispondere con il filo spinato. Chiediamo che i governi ratifichino la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, e le analoghe Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro”. Al tempo stesso “rivolgono un appello ai loro governi e all’Ue, perché nei loro paesi e in tutta l’Unione prevalga la solidarietà e l’obbligo morale di aiutare e trattare i profughi in modo umano e dignitoso, nella sicurezza e nella legalità”.

Alla giornata non hanno potuto partecipare i rappresentanti dei sindacati pensionati del Kosovo, fermati e bloccati alla frontiera dalla polizia slovena, a dimostrazione del clima di tensione e intolleranza che si respira oggi ai confini dell’Europa. A ulteriore conferma di quanto sia importante ribadire, come hanno sottoscritto i sindacati dei pensionati, “il motto dell’Unione europea ‘Unità nella diversità’, con tutto il suo profondo significato di rispetto umano e convivenza civile, di integrazione e fiducia verso una Europa casa comune e comunità di destino”. Il tutto per riaffermare i valori di pace, libertà e giustizia sociale, che le pensionate e i pensionati europei e tunisini testimoniano con il loro impegno per il rispetto, la libertà e la fraternità tra i popoli. 

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