Sindaco e giunta si rifiutano di applicare la sentenza che annulla l’accordo separato. La mobilitazione continua. 

Lo straordinario esito del referendum promosso nel maggio scorso dalle organizzazioni sindacali (tutte, esclusa la Cisl che aveva sottoscritto da sola l’accordo decentrato con il Comune di Venezia) ha clamorosamente bocciato l’arrogante operato del sindaco Brugnaro, sia in termini di partecipazione - il 78% degli aventi diritto - sia in termini di risultato - il 98,5% di contrari.

Ciò nonostante il Comune di Venezia, indifferente a questa limpida espressione di democrazia partecipata, ha continuato imperterrito per la sua strada, costringendo le parti sociali a ricorrere al giudice del lavoro per veder riconosciuti i propri diritti.

Il 2 agosto scorso il giudice Chiara Coppetta Calzavara “accerta e dichiara l’antisindacalità della condotta del Comune di Venezia in quanto non ha consentito alle Oo.Ss. ricorrenti di partecipare all’incontro del 27/4/2017 e ha concluso con la sola Cisl l’accordo sindacale sul Ccdi 2017-2019 parte economica 2017” e “ordina al Comune stesso la cessazione del comportamento antisindacale”, “annulla l’accordo raggiunto con la sola Cisl e ordina di riaprire le trattative in essere a tale data oltre a condannare il Comune al pagamento delle spese”.

E’ la seconda condanna in pochi mesi per l’amministrazione comunale, dopo la quella per aver sostituito con dei dirigenti gli ispettori comunali del Casinò durante uno sciopero.

Ma nonostante tutto, compresi gli appelli da parte dei sindacati a smetterla con gli atteggiamenti arroganti e a riprendere a trattare alla luce della sentenza, e dopo una prima infantile reazione che ha portato inizialmente alla convocazione del tavolo sotto ferragosto, con parte dei lavoratori in ferie e quindi non consultabili, la giunta comunale, composta da fedeli ed obbedienti servitori del sindaco Brugnaro, ha deciso di adottare con un atto unilaterale esattamente lo stesso testo cassato dal giudizio della magistratura e siglato con la sola Cisl, forzando così la situazione.

La giunta ha inoltre dato incarico all’avvocatura civica di impugnare il provvedimento del giudice, tanto le spese legali le pagano i cittadini mica loro, confidando a detta dell’assessore al personale Paolo Romor in una valutazione “migliore e più approfondita di quanto non sia stato fatto sinora”. La delibera incredibilmente ripristina l’impianto normativo ed economico, i progetti speciali bocciati da quasi il 100% dei dipendenti ma necessari, secondo Romor, “per garantire la continuità dei servizi ai cittadini e alle imprese e l’organizzazione del lavoro finalizzata alla realizzazione degli obiettivi stabiliti col mandato dell’amministrazione”, oltre che il sistema premiale basato sulla truffa delle idee vincenti.

A quanto pare, prima che si insediasse Brugnaro, Venezia, almeno secondo lui, ha vissuto anni bui di disordine organizzativo tale da imporre una svolta programmatica che solo questo impianto, del tutto clientelare, confuso e astruso, può modificare.

I veneziani fruitori dei servizi sociali, educativi e amministrativi, alla luce dello smantellamento dei servizi operato da Brugnaro, non la pensano proprio così. Le sigle sindacali e la Rsu hanno dovuto inviare l’ennesima diffida con invito al Comune al ritiro del provvedimento. Non è seguita però alcuna risposta.

Durante la trattativa convocata il 23 agosto, l’amministrazione comunale ha ricevuto da Cgil, Uil, Csa, Dicapp e Cobas la logica e legittima richiesta di revocare l’atto unilaterale alla prima seduta utile della giunta, il 29 agosto, e di ripartire dalla piattaforma sindacale presentata nei mesi precedenti.

Il 30 agosto la delegazione trattante di parte pubblica ha comunicato che la giunta non ha revocato il proprio atto unilaterale, ribadendo in tal modo la decisione dell’amministrazione di non voler ottemperare alla sentenza del giudice e di fatto di non voler contrattare con Rsu e sindacati. E’ ovvio che con questi presupposti, loro malgrado, Rsu e sindacati ricorreranno nuovamente alle vie legali per contrastare l’ingiustificata prepotenza di questo sindaco e della sua giunta.

Saranno riconvocate le assemblee dei lavoratori e messe in atto tutte le mobilitazioni possibili per costringere questo sindaco a trattare.

D’altra parte, cosa ci si può attendere da un personaggio che irresponsabilmente dichiara ad un meeting di risonanza internazionale: “a Venezia a chi urla Allah akbar ghe sparemo subito”?

La lotta continua.

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