Finalmente firmata all’Aran, il 9 febbraio, l’ipotesi d’intesa sul primo contratto dell’Istruzione e Ricerca, alla fine di una trattativa no-stop durata circa 18 ore. Dopo un blocco totale di circa dieci anni, durante i quali sono imperversati gli interventi legislativi sul lavoro pubblico, come il decreto legislativo 150/2009 o la legge 107/2015, siamo riusciti a riconquistare il contratto di lavoro e a rimettere al centro il ruolo negoziale del sindacato confederale e della nostra Flc Cgil.

Si tratta per questo di un risultato straordinario che parte dall’accordo confederale del 30 novembre 2016, che ha permesso l’avvio della stagione contrattuale per tutti i settori pubblici, ha definito l’orizzonte degli 85 euro medi di incremento e permesso di salvaguardare il bonus fiscale degli 80 euro. Una stagione contrattuale resa possibile dalla forte mobilitazione messa in campo dai lavoratori pubblici, dalle mobilitazioni delle lavoratrici e lavoratori della scuola contro la 107/2015, nonché dalla sentenza delle Consulta sul diritto dei lavoratori pubblici al rinnovo contrattuale, su ricorso presentato dalla Flc Cgil.

E’ un contratto che rimette in gioco il sindacato dopo anni di immobilismo, che parla ai lavoratori dei settori della conoscenza, circa 1.200.000 addetti, che ricomprende Scuola, Università, Ricerca e Accademie. Il Ccnl, come fortemente voluto dalla Flc Cgil, salvaguarda gli specifici settori di provenienza e si compone di una parte comune, con quattro sezioni separate, corrispondenti ai vecchi comparti di provenienza. Gli aumenti a regime decorrono dal 1 marzo 2018 e con l’elemento perequativo per il 2018 sono assicurati incrementi per tutti a partire da circa 80 euro mensili, per arrivare via via a valori più elevati, con apprezzamenti differenziati fra i vari settori. Si è ridotta in ogni caso la forbice salariale fra i vari profili professionali delle sezioni. Il nuovo sistema di relazioni si basa su interpretazione autentica, informazione, confronto e contrattazione integrativa.

Sono stati inoltre raggiunti alcuni importanti risultati, come quello delle risorse aggiuntive sottratte alla legge 107/2015 e destinate in parte negli incrementi tabellari e alla contrattazione della sezione scuola (i 200 milioni di euro destinati al “bonus” per la premialità dei docenti affidata ai dirigenti scolastici e che per questo rappresentano la disarticolazione di uno dei punti più odiosi della 107); si sono recuperate sul terreno delle relazioni sindacali materie sottratte alla contrattazione; particolarmente importanti quelle sulla mobilità e la formazione per la sezione scuola; sono istituite specifiche commissioni paritetiche per la revisione degli ordinamenti professionali per gli Ata, per la classificazione professionale del sistema dell’Università, per la revisione dell’ordinamento della Ricerca che dovranno concludere i loro lavori entro luglio del 2018; sono stati introdotti elementi di flessibilità oraria. Aggiunti infine i permessi ad ore per l’effettuazione di visite specialistiche ed esami diagnostici; la disciplina delle ferie solidali; le tutele introdotte per le donne vittime di violenza con appositi congedi retribuiti.

Il ruolo della Flc e della Cgil è stato determinate per il raggiungimento di questi risultati che riteniamo importanti e soddisfacenti rispetto agli obiettivi che ci eravamo fissati, sia pure in un quadro difficile, schiacciato nella tornata elettorale che ha prodotto forti pressioni sui tempi della trattativa tali da non permette la trattazione equilibrata di tutti i temi portati al tavolo, costringendoci a lasciarli sul campo. In questo senso abbiamo pagato lo scotto di una controparte, l’Aran, interprete di una rigidità assoluta nel non riconoscere le specificità dei nostri settori, nella convinzione che tutto il pubblico impiego sia sempre la stessa cosa.

Il contratto ora ci permette di riavviare la contrattazione nei nostri settori e di rimettere in gioco il sindacato nel suo compito primario. Si tratta di un’intesa che riguarda un contratto che va in scadenza il prossimo 31 dicembre e per questo siamo già nel tornante del prossimo rinnovo, con il quale continuare l’obiettivo della riconquista negoziale. Per questo l’intesa raggiunta va perfezionata e difesa fino in fondo.

Alla prova dei fatti la Flc Cgil è riuscita a portare a casa il contratto dei lavoratori della conoscenza, nell’interesse di tutti i settori. Ora la parola passa ai lavoratori, ai quali sottoporremo il giudizio sull’intesa, per prepararci alla campagna per il rinnovo delle Rsu del 17, 18 e 19 aprile, che come sempre intendiamo vincere.

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