Giovedì 8 marzo è mancato improvvisamente il compagno Mimmo Rinaldi, a soli 59 anni. Una grande e dolorosa perdita per l’adorata figlia Giulia, per la famiglia tutta, per la sua compagna Simonetta; a tutte e tutti va il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Ma la scomparsa di Mimmo è anche una grande perdita per la Cgil e i lavoratori che l’hanno conosciuto. Mimmo era un compagno molto noto, amato e stimato nell’organizzazione, ma soprattutto lo era tra i lavoratori che “cerco modestamente di rappresentare al meglio che so e posso”, diceva lui.

La dimostrazione plastica dell’affetto e della stima di cui era circondato si è avuta lunedì 12 marzo nel salone della Camera del Lavoro di Torino, dove si è svolta la camera ardente e, successivamente, al corteo funebre che ha raggiunto il Tempio crematorio di Piscina di Pinerolo. La partecipazione di compagne e compagni, di delegati e lavoratori è stata davvero massiccia e commovente.

Mimmo era persona riflessiva, mite e dai modi garbati. “Famme capì” diceva col suo simpatico e inconfondibile accento romanesco; era il suo modo di predisporsi all’ascolto, per meglio comprendere le ragioni dell’altro e tenerne conto, ma era anche un modo gentile per stimolare l’interlocutore a riflettere e precisare il suo pensiero.

Mimmo sapeva difendere le sue posizioni politiche con ferma dolcezza, mai con arroganza. Con questa caratteristica distintiva ha militato nella Cgil, partecipando al difficile congresso confederale del 1991 dalla parte di Essere Sindacato e, successivamente, con Lavoro Società. Tuttavia, l’aver militato sempre nella sinistra sindacale non lo metteva al riparo dalle amorevoli critiche di “moderatismo” di sua figlia Giulia.

Mimmo ha iniziato la sua attività sindacale alla fine degli anni ‘80 come delegato dei ferrovieri della officina compartimentale Bramante di Torino, per proseguire nella segreteria regionale Filt del Piemonte e nel direttivo nazionale di categoria. Nella Filt era passato dalla sua categoria, con diritti e contratti solidi, a quei settori di frontiera del trasporto merci e della logistica, dove si incrociano tutti i giorni condizioni di lavoro complicate e precarie, difficili da rappresentare. E tuttavia anche là aveva saputo svolgere al meglio la sua funzione di militante sindacale e politico, aprendo spazi di sindacalizzazione per la Cgil.

Attualmente era responsabile per la Cgil della zona Orbassano-Pinerolo; una zona a forte insediamento industriale, ma attraversata da crisi e ristrutturazioni. Una nuova sfida dunque, impegnativa e complessa che egli svolgeva con intelligenza, instancabile generosità e con assidua presenza, promuovendo iniziative e vertenze. Era così riuscito a consolidare e rafforzare un reticolo di relazioni umane e politiche intorno alla Cgil e alla sua persona.

Mimmo non si è risparmiato neanche quando, alla fine di febbraio, il suo cuore ha dato i primi segnali di cedimento. In quella occasione aveva scritto: “Amiche, amici, parenti, conoscenti, la lotta continua! La vita continua. Può essere migliorata da ognuno di noi, con un gesto anche se piccolo, ognuno di noi può non arrendersi a ciò che sembra irreversibile. È poco? È solo una goccia? Forse, ma potrebbe essere una piccola goccia di una grande rivoluzione! È così che si forma il mare! Vi abbraccio tutti”. Addio compagno Mimmo.

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