I Democratici devono riprendersi la Camera per mettere un freno a Trump. 

 

“L’estate sta finendo
E un anno se ne va
Sto diventando grande
Lo sai che non mi va”.

Questo successo popolare italiano fissa bene tutto quello che c’è da dire sul prossimo periodo. Prima che l’estate finisca per molti di noi è tempo di tornare al lavoro sulla più importante sfida politica di fronte alla sinistra e ai progressisti: rovesciare la Camera dei Rappresentanti, riportandola nelle mani dei Democratici.

Non tutti nella sinistra sono d’accordo. Ad esempio, Chris Hedges ha scritto recentemente: “Le élite del partito Democratico … sono creazioni dello stato dei padroni. Il partito Democratico va biasimato per l’arrivo di Trump più dei Repubblicani. E’ un partner principale nella perpetuazione del nostro sistema politico di corruzione legalizzata, incarcerazioni di massa e attacco alle libertà civili fondamentali. Ha deregolamentato Wall Street. Persegue le futili e interminabili guerre che stanno prosciugando il bilancio federale. Dobbiamo costruire movimenti politici indipendenti, e formare i nostri partiti per spazzare via le élite democratiche e repubblicane, o saremo complici nel cementare la tirannia padronale”. (Et Tu, Bernie?, Chris Hedges https://www.truthdig.com/articles/et-tu-bernie-3/).

Non siamo troppo in disaccordo con quanto Hedges dice sul partito Democratico, salvo per la sua ultima frase. Con la destra in crescita, discorsi visionari su “formare i nostri partiti”, o “essere complici della tirannia padronale” sostenendo i Democratici, sono pura fantasia e trascurano completamente la necessità di costruire un fronte unito contro un pericoloso movimento protofascista guidato da Trump e dai suoi sostenitori.

Come dice la canzone, stiamo diventando vecchi e, si spera, un po’ più maturi. Quindi possiamo comprendere l’importanza critica di mettere le redini all’erratico, razzista, misogino, antioperaio mostro che siede alla Casa Bianca. Ora è il momento di tapparsi il naso ed eleggere dei Democratici – molti dei quali possono non avere attitudini progressiste – nei collegi in bilico (“swing districts”). Per questo sosteniamo “Swing Left”, un’iniziativa che coordina gli sforzi per aiutare la gente a trovare – e impegnarsi a sostenere – progressisti nei più vicini Swing District per assicurarci di riprendere la Camera nel 2018 (swingleft.org). Ci sono 78 di questi collegi dove il margine fra la Clinton e Trump è inferiore al 15%, o sono contendibili per altre specifiche ragioni. Ai Democratici basterebbe conquistare 23 di questi seggi per riprendersi la Camera nel 2018.

Con questo non si vuole sottostimare l’importanza di costruire una forte squadra di candidati progressisti a livello municipale, di contea e statale, ma l’importanza di queste elezioni, spesso in luoghi dove le differenze di voti sono minime, impallidisce a confronto del lavoro per mettere i freni politici a Donald Trump. Il futuro del paese e del pianeta ne porterebbe le conseguenze, se noi fallissimo in novembre. Quindi, cari militanti, siate pronti a recarvi nei collegi “rossi” e “viola”, dove i candidati repubblicani possono essere sconfitti. Si cercano volontari, donazioni e brio!

Ho un forte interesse personale in questo progetto, perché ho promesso ai compagni italiani che non sarei ritornato in Italia senza riconquistare la Camera. Ma non sarebbe di molta consolazione, sapendo che, dopo aver ripreso la Camera Usa, al mio ritorno in Italia vedrei che il paese è afflitto da un governo simile, il prodotto di forze populiste di destra paragonabili a quelle che hanno eletto Trump.

Indipendentemente dai risultati delle elezioni americane di novembre, c’è tanto lavoro di organizzazione di base da fare, sia negli Stati Uniti che in Italia. Nessun facile ritiro per nessuno di noi, da nessuna parte. Avanti Popolo!

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