Decreto immigrazione e sicurezza: ulteriore accanimento nei confronti dei cittadini migranti. A rischio la coesione sociale del nostro paese. 

Le nuove misure introdotte dal Decreto immigrazione e sicurezza, varate nei giorni scorsi all’unanimità dal Consiglio dei ministri, rappresentano l’ennesimo accanimento nei confronti dei cittadini migranti. La decisione di unificare il Decreto sicurezza e il Decreto immigrazione in un unico testo di legge è fuorviante e sbagliata. Si continua a reiterare la pericolosa equazione che assimila i problemi di sicurezza interna, come criminalità organizzata e terrorismo, al tema della gestione delle migrazioni.

Palese è la volontà di questo governo di restringere i diritti e le libertà degli individui, e di creare nuove forme di tensione sociale. Tra le tante criticità contenute nel testo ce ne sono alcune molto preoccupanti. In primis l’abrogazione del titolo di soggiorno per motivi umanitari, che rischia di produrre effetti molto negativi sul territorio e nel paese, riducendo in modo significativo l’accesso al diritto d’asilo e generando nuova irregolarità.

È poi incomprensibile, nonché miope, la scelta di ridurre sostanzialmente il sistema d’accoglienza pubblico Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che è l’unico a garantire i percorsi di inclusione sociale. Un modello che molti enti locali hanno sostenuto, garantendo una piena trasparenza nella gestione dei fondi.

Vengono riproposte misure che hanno già dimostrato di essere inefficaci oltre che ingiuste, come l’allungamento della detenzione amministrativa in attesa dell’espulsione, a cui si aggiunge l’introduzione del trattenimento nella fase di primo arrivo. Inoltre i poveri, già oggetto della vergognosa definizione di “problemi per il decoro urbano”, contenuta nella legge Minniti-Orlando, sono ulteriormente colpiti dalla cattiveria di questo nuovo decreto.

I poveri non si devono vedere, devono essere espulsi, nascosti, rinchiusi. La criminalizzazione della povertà è prima di tutto una criminalizzazione dei poveri in carne ed ossa. E anche i vigili urbani avranno migliaia di micidiali taser a disposizione per condurre questa guerra. Siamo di fronte ancora una volta all’ennesima violazione della Costituzione, delle normative internazionali e di quella dell’Unione europea.

Non a caso, contestualmente all’emanazione del provvedimento, dopo diversi giorni di intense “limature” del testo originario, il capo dello Stato ha inviato una lettera al presidente del Consiglio. “Signor presidente - scrive Mattarella a Conte - … avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano ‘fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato’, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’articolo 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia”.

Oltre ad intervenire sul piano giuridico per contrastare il provvedimento, le forze democratiche - organizzazioni sindacali, associazioni laiche e religiose, società civile - hanno espresso un giudizio critico rispetto a queste nuove misure, e intendono continuare la mobilitazione per contrastare le politiche discriminatorie razziste e xenofobe del governo. Si preannuncia una lunga stagione di mobilitazione e opposizione sociale a difesa dei valori fondamentali della nostra Carta costituzionale, che questo governo cerca di smantellare.

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