Le elezioni Usa di novembre hanno dato risultati molto buoni per gli americani e il resto del mondo. Ora i Democratici controllano la Camera dei Rappresentati. Da quando Trump è stato eletto nel 2016, Senato, Camera e Corte Suprema sono stati nelle mani di Repubblicani e di fanatici conservatori. La morsa d’acciaio su tutti e tre i rami del governo faceva della presa della Camera l’obiettivo chiave per il 2018. Missione compiuta! I Democratici avevano bisogno di conquistare 23 seggi per avere il controllo della Camera. Ne hanno vinti 38.

Appena chiusi i seggi in California, la Cnn ha già dato la vittoria alla Camera per i Democratici, ben prima del conteggio dei voti negli “Stati d’oro”. Gli analisti si aspettavano che i 7 seggi della California vinti da Hillary Clinton nel 2016 – ma ora rappresentati da Repubblicani alla Camera – avrebbero determinato il risultato. Ma, vittorie democratiche a sorpresa a Staten Island in NYC e nel vecchio distretto periferico di Atlanta di Newt Gingrich, tra le altre, hanno ribaltato il risultato e aiutato i democratici ad aumentare il margine.

Non solo per il Congresso ci sono state vittorie sorprendenti. Diciassette giudici nere hanno fatto sloggiare i giudici conservatori ad Harris, Houston, in Texas. Candidati governatori neri Stacey Abrams in Georgia e Andrew Gillum in Florida sono arrivati vicini a candidati bianchi razzisti, facendo prevedere future vittorie in questi due stati repubblicani. Beto O’Rourke ha fatto una promettente campagna per il Senato in Texas contro l’uscente Ted Cruz. Il vasto sostegno ricevuto fa ben sperare per il futuro del secondo stato più popoloso degli Usa. L’entusiasmo e la partecipazione al voto portati dalla campagna di Beto hanno consentito ai Democratici di prendere tre seggi in più.

I risultati più eclatanti vengono da Orange County, California, più di 3 milioni di persone tra Los Angeles e San Diego.  Orange County è emblematica come base della destra conservatrice. Richard Nixon è nato qui vicino. Ronald Reagan vi ha lanciato la sua carriera. Un uomo del Ku Klux Klan ha fondato la città di Brea. Quando Hillary Clinton ha preso Orange County nel 2016 ha lasciato prevedere grandi cambiamenti. Era la prima volta che un democratico vinceva dalla seconda elezione di Franklin Roosevelt nel 1936. Con 4 seggi presi con le elezioni di midterm del 2018, ora tutti i 6 seggi sono democratici. Due fattori spiegano il cambiamento. Il primo è demografico. Nel 1980 la contea era al 78% bianca non ispanica. Vi abitavano meno di 300mila Latinos con altri circa 100mila di origine asiatica.  Dal 2010 ci vive più o meno lo stesso numero di Latinos e di bianchi. Il secondo fattore è il disgusto verso Trump di vasti settori proletari, in particolare le donne. Le campagne dei 4 candidati della Contea erano affollate da donne volontarie delle periferie che volevano buttar fuori i Repubblicani per il loro disgusto verso le politiche sessiste, razziste e xenofobe di Trump. Il 39mo distretto è un microcosmo interessante per alcune tendenze generali. Secondo l’ultimo censimento ci sono il 34% di bianchi, il 2,3% di neri, il 28,5% di asiatici e il 33% di Latinos. Qui, Gil Cisneros, ex comandante della Marina, benchè non vivesse nel distretto prima della campagna elettorale, ha battuto Young Kim, coreano-americana, sostenuta dalla chiesa evangelica e pupilla dell’uscente repubblicano Ed Royce. Come ha potuto vincere?  Ha speso tre volte più dell’avversaria, ma soprattutto ha mobilitato un grande numero di volontari sul campo e ha attaccato la candidata come “trumpista”, anche se lei ha tentato di distanziarsi dal Presidente sull’immigrazione e il muro.

Un altro esempio di mobilitazione progressista c’è stato in New England. Nel 2° distretto del Maine il repubblicano Bruce Poliquin è stato battuto da Jaren Golden. La sua vittoria si basa anche sul fatto che il Maine è il primo stato ad usare il sistema Ranked Choice Voting (RCV), che conteggia anche un secondo voto per i candidati indipendenti, quando il primo non raggiunge la maggioranza assoluta. Golden è risultato vincente, nonostante il tentativo di Poliquin di far bocciare dal tribunale il sistema RVC. Ma, di nuovo, ha beneficiato di finanziamenti dall’esterno e di un “esercito” di volontari fornito da organizzazioni come Swing Left, Indivisible e altre.

Questi due esempi sono simili ad altre competizioni vinte nel paese dai Democratici. I progressisti si sono mobilitati in tutto il paese per un fronte unito contro Trump. Ci siamo turati il naso e abbiamo votato anche per candidati democratici imperfetti per porre un freno al diavolo “trumpista”. E’ un segno di maturità politica della sinistra sul quale possiamo contare per creare uno strumento permanente a favore della classe operaia e del popolo di colore.

©2019 Sinistra Sindacale Cgil. Tutti i diritti riservati. Realizzazione: mirko bozzato

Search