Dal nuovo governo spagnolo un programma dalla parte dei lavoratori - di Nuria Lozano Montoya

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Negli ultimi anni, l’instabilità politica e il blocco istituzionale sono stati una costante nello Stato spagnolo, con quattro elezioni generali in poco più di due anni. Una crisi di regime che ha posto fine al sistema bipartisan di alternanza tra Ppe e Psoe, con l’emergere di nuove forze politiche, ma soprattutto con le confluenze tra i partiti progressisti: è nata Unidas Podemos, venuta per restare.

Per frenare la crescita di queste forze di sfida al sistema neoliberista, è stato usato l’apparato della polizia di stato per screditarle, la risposta sociale è stata criminalizzata attraverso la legge del bavaglio, gli scioperanti sono stati incarcerati, cantanti e comici sono stati perseguiti, limitando così la libertà di espressione e manifestazione.

Questa crisi del regime ha una dimensione territoriale associata alla volontà del popolo catalano di definire il proprio futuro, trattata da una prospettiva esclusivamente giudiziaria, di polizia e repressiva, con una conseguenza: l’impossibilità di raggiungere una soluzione politica. E un’altra conseguenza non da meno: l’irruzione in seno al Parlamento dell’estrema destra, con la quale Ppe e Ciudadanos hanno gareggiato nel radicalismo antidemocratico, mentre si sono accordati per governi regionali e municipali.

I risultati delle elezioni dello scorso 10 novembre avrebbero consentito due possibili governi: uno di estrema destra, formato da Ppe, Vox e Ciudadanos; e una maggioranza progressista formata dal Psoe e da Unidas Podemos, maggioritaria nel Parlamento, dopo elezioni in cui i cittadini hanno sostenuto principalmente le opzioni di sinistra. Questa è la chiave che rende possibile questo governo: la maggior parte della popolazione ha riposto fiducia e speranze in una soluzione più giusta alla crisi, nella lotta alla disuguaglianza e alla precarietà, sia nel lavoro che nella vita, in cui trascorrono le nostre esistenze quotidiane.

Il governo di coalizione tra Psoe e Unidas Podemos è un fronte democratico che apre una nuova fase attorno a politiche che affrontano l’emergenza sociale, politica e democratica in cui viviamo, che si impegnano a migliorare le condizioni di vita di classi popolari nel nostro paese, e fanno del dialogo lo strumento che pone fine al blocco politico, con il riconoscimento della diversità e della plurinazionalità dello Stato spagnolo.

Una fase in cui i diritti del lavoro, sia in termini di salari diretti che indiretti associati alla garanzia dei diritti di cittadinanza e i diritti differiti collegati al sistema pensionistico pubblico, sono elementi chiave per migliorare le condizioni di vita della maggior parte della popolazione. Un obiettivo che ha avuto il sostegno dei sindacati di classe del nostro paese, per rendere possibile l’esistenza di un governo che ponga fine alla situazione interlocutoria, e risponda ai bisogni della maggioranza della popolazione.

L’accordo Psoe-Unidas Podemos comprende un programma sul lavoro che risponde ampiamente alle richieste sindacali. Pertanto il nuovo governo ha elencato alcune delle misure da affrontare nel quadro del dialogo sociale. Tra queste ci sono: abrogazione della riforma del lavoro, con la cancellazione del licenziamento per assenteismo, della riforma del subappalto e della precarietà nelle assunzioni; lotta contro la precarietà; legge sulla parità retributiva tra uomini e donne; aumento del salario minimo; ripristino della prevalenza del contratto collettivo di settore su quello aziendale; ripristino della retroattività dei contratti collettivi; approvazione di un nuovo statuto dei lavoratori.

Per garantire il rispetto di questo programma, sarà necessaria una strategia combinata di mobilitazione e negoziazione. Solo con una società civile mobilitata, non contro il governo ma a favore del mantenimento e dell’effettiva applicazione del suo programma, saremo in grado di muoverci nella giusta direzione: uguaglianza sociale e promozione dei diritti economici, sociali, lavorativi e politici in cui la maggior parte dei cittadini ha posto le proprie aspirazioni. Insieme saremo in grado di renderlo possibile. Sta nelle nostre mani.

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