Nuovi “Piani di zona” in Veneto, un’occasione per la contrattazione sociale e territoriale - di Paolo Righetti

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Entro il 31 maggio 2020 dovranno essere predisposti ed approvati in tutto il Veneto i nuovi “Piani di zona 2020-22” dei servizi sociali e socio-sanitari a livello distrettuale. I Piani di zona sono il principale strumento di definizione e programmazione delle politiche sociali e socio-sanitarie, di definizione degli obiettivi e degli interventi conseguenti, di distribuzione e articolazione delle risorse disponibili in ogni ambito territoriale.

La Regione ha approvato ad aprile 2019 le linee-guida per la predisposizione dei Piani, indicando le finalità, le aree di intervento, il sistema di governance e le modalità di partecipazione. Tra le finalità indicate la principale riguarda l’integrazione in tutte le sue declinazioni, istituzionale, settoriale, gestionale e operativa, come condizione per garantire unitarietà e omogeneità delle politiche, visione della complessità dei bisogni (in ambito sociale, socio-sanitario, educativo, lavorativo, abitativo), piena attuazione dei Lea, omogeneità territoriale nell’accesso e nella qualità dei servizi, coordinamento e multidisciplinarità degli interventi. Sono sei le principali aree di intervento individuate e proposte: famiglia, minori, donne e giovani; anziani; disabilità; dipendenze; salute mentale; povertà e inclusione sociale.

Il sistema di governance attribuisce alla Regione le funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio, alla Conferenza dei sindaci d’intesa con l’Aulss la gestione delle procedure di consultazione e del processo di costruzione del Piano, al Comitato dei sindaci di distretto la sua elaborazione, approvazione e realizzazione. È previsto il coinvolgimento delle parti sociali e dei diversi soggetti di rappresentanza nell’analisi dei bisogni e nella programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi, attraverso la partecipazione ai tavoli tematici di area.

Si tratta di un’ occasione e di un’opportunità straordinaria per la Cgil e per il sindacato confederale unitario di presidiare il processo di costruzione e definizione delle politiche sociali nel territorio, e di esercitare compiutamente la nostra funzione di contrattazione sociale e territoriale.

Significa poter avere piena visibilità sulla situazione effettiva e sull’evoluzione delle diverse problematiche; significa avere uno spazio formale e istituzionale in cui confrontarsi con i diversi soggetti, rivendicare coerenza tra le finalità dichiarate e la loro effettiva programmazione e sostenibilità finanziaria, evidenziare le maggiori carenze e criticità esistenti, indicare priorità di intervento e di utilizzo delle risorse, avanzare richieste precise e articolate nei diversi ambiti, sostenere la centralità delle strutture e dei servizi pubblici, evidenziare la necessità di un rafforzamento delle risorse economiche, degli organici e delle professionalità necessarie.

Insomma, senza entrare in un elenco troppo dettagliato di possibili rivendicazioni, abbiamo la possibilità concreta di declinare e avanzare le nostre proposte per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, per la qualità dell’offerta educativa, per la tutela dei minori e delle donne, per l’invecchiamento attivo, per il sostegno alle persone disabili e non autosufficienti, per la tutela della salute mentale, per il contrasto alle varie forme di dipendenza, per l’inclusione e l’integrazione delle persone più fragili e dei migranti, per l’adeguatezza dell’offerta abitativa, per il contrasto alla povertà e al lavoro povero. Va agita concretamente una contrattazione sociale territoriale che concretizzi il nostro impegno, con l’obiettivo di una piena inclusività e di una risposta ai bisogni di tutte le figure sociali che intendiamo rappresentare.

Per questo la Cgil del Veneto, in sinergia con lo Spi e coinvolgendo tutte le strutture territoriali e categoriali, ha avviato un percorso di approfondimento e di definizione delle priorità, per attivare e supportare tutte le azioni necessarie per acquisire e garantire la nostra partecipazione al percorso di elaborazione dei Piani, portare un nostro qualificato contribuito, e dare piena visibilità alla nostra azione negoziale.

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