Sigma Mondovì, carrelli vuoti, lavoratrici a casa - di Frida Nacinovich

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L’ultima fotografia del supermercato Sigma di Mondovì è piena di colori. Ci sono le bandiere che sventolano, le dipendenti del punto vendita che distribuiscono volantini, una piccola folla di monregalesi solidali, pronti a sfidare il freddo dell’inverno piemontese per non lasciare sole le lavoratrici, che per decenni sono state un punto di riferimento per tutto il quartiere di Breo. Dentro gli scaffali sono ormai vuoti, le serrande chiuse. A meno di miracoli il primo storico supermercato di Mondovì, nella centralissima piazza della Repubblica, non riaprirà, e otto persone rimarranno senza lavoro.

“Ufficialmente siamo in ferie - racconta Luisella Miglio - fino alla fine di marzo resteremo addette in produzione. Ma con il negozio chiuso ci dobbiamo preparare ad un periodo di difficoltà”. Miglio è la memoria storica del punto vendita, trentadue anni di vita lavorativa passati in quel supermercato. “La notte mi sogno i carrelli ancora pieni - scherza - perché questo era un negozio molto apprezzato in tutta Mondovì”. Il punto vendita era arrivato a contare più di trenta addetti, nel periodo del massimo splendore. Aperto come Standa negli anni ottanta, era poi passato di mano ad altre catene della grande distribuzione, dalla Conad alla Ecom, per finire alla Sigma.

I proprietari dello spazioso fondo di piazza della Repubblica si sono messi in cerca di altre realtà commerciali che intendano investire a Mondovì. Ma è tutto molto difficile, perché nel frattempo sta per aprire nella periferia della città un nuovo supermercato, ad opera di un gruppo tedesco del settore. Da parte sua, il Comune si è impegnato a risolvere in tempi utili l’annoso problema dei parcheggi, che nel centro della cittadina piemontese sono assai ambiti. La speranza è comunque l’ultima a morire, qualcuno potrebbe sempre farsi avanti, salvando i posti di lavoro e restituendo al quartiere di Breo un servizio importante.

Nella fotografia, fra le bandiere rosse della Filcams Cgil, c’è naturalmente anche lei, Luisella Miglio. “Noi otto, o meglio sette perché una collega dovrebbe aver trovato un altro impiego, al momento non sappiamo se saremo licenziate, trasferite, o altro ancora. Per certo dobbiamo riscuotere alcuni stipendi arretrati. Per nostra fortuna il sindacato ci è sempre stato accanto. La Filcams Cgil ci segue da quando era stato organizzato l’orario di lavoro fino alle dieci di sera. Lavoro notturno”.

La crisi economica ormai decennale si è fatta sentire anche da queste parti, nel cuneese. “Il supermarket non andava bene, da tempo. Sia perché ci sono meno soldi in tasca, sia perché non eravamo più competitivi, in un mercato particolarmente difficile come quello della grande e media distribuzione”. Le addette sono tutte esperte, lavoravano nel punto vendita di Breo da anni e anni. “Io da trentadue, una mia collega da ventidue, un’altra da diciassette - sottolinea Miglio - per forza di cose si era creato un clima di fiducia con i clienti, venivano volentieri da noi”. Già, perché molto spesso ci si dimentica l’importanza del rapporto, umano, fra chi ha un negozio e chi in quel negozio va a far acquisti. Succede ovunque, e in qualsiasi settore, perché non sono soltanto i negozi di dischi, o le librerie, ad essere amati dai loro abituali frequentatori.

“Quando aprimmo, con il brand Standa - ricorda Miglio - avevamo anche il reparto abbigliamento e articoli per la casa, poi era rimasto solo quello alimentare. In tutto questo tempo ho girato ogni settore merceologico. Ormai sono diventata un’esperta”. Negli ultimi trenta, quaranta anni, anche Mondovì, come tante altre città italiane, è cambiata parecchio, basta pensare ai film degli anni ‘80 con Renato Pozzetto, Johnny Dorelli, Lino Banfi, commedie divertenti con bravissime attrici come Edwige Fenech ed Eleonora Giorgi, per toccare con mano come sia cambiata la topografia dei luoghi. “Per giunta - sottolinea Miglio - anche i negozi si sono moltiplicati. Quando aprimmo qui a Breo non c’era molta ‘vita commerciale’. Poi, e soprattutto nel nostro settore, l’offerta è cresciuta a dismisura. E purtroppo per noi, Sigma non è mai stato troppo competitivo. Almeno Ecom ci provò a fare discount per vincere la sfida della concorrenza”.

Il finale è amaro: “Ci facciano sapere presto, prestissimo, cosa intendono fare di noi. Non siamo più giovanissime ma siamo esperte e tanti e tante hanno detto che siamo anche brave”. Non per caso, nei giorni di presidio, è passata mezza Mondovì, forse di più. Vecchi frequentatori del supermercato, donne e uomini affezionati a quel negozio, che non sono voluti mancare per offrire un piccolo grande gesto di solidarietà. “So che è difficile, ma in cuor mio io non perdo la speranza che qualcuno si faccia vivo e che il supermercato possa riaprire. Assumendoci, naturalmente, tutte quante”.

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