Fascisti su Marte - di Riccardo Chiari

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Piazza del Marcato Nuovo sembrava il suolo di Marte, deserto e desolato, nell’attesa dell’arrivo di un pugno di infervorati nostalgici di un ventennio che tanti lutti, dolori e tragedie ha arrecato non solo all’Italia ma a tanti paesi europei e africani. Solo la presenza del tempio della comunità buddista di Prato rendeva più sopportabile la scena. “La scelta di questa piazza per Fn non è stata casuale – ha osservato in proposito Davide Finizio, portavoce della comunità – qui c’è stato il capodanno cinese, qui ha sede il nostro tempio, davanti a noi tra qualche mese aprirà la moschea, e vicino c’è una chiesa. Questa è la piazza della fratellanza e dell’integrazione, e a qualcuno tutto ciò forse dà fastidio”. Senza forse.

A poca distanza, in piazza delle Carceri, un’onda multicolore di donne e uomini di ogni età ed estrazione sociale occupava ogni spazio disponibile, finendo col sommergere lo striscione affisso a una cancellata, con l’appello via via reso invisibile ma sottoscritto idealmente da tutti i 6, 7mila presenti: “Stranieri, non lasciateci soli con i fascisti”.

Il sindaco dem Matteo Biffoni non ha fatto fa sconti a chi ha permesso che 150 fascisti potessero manifestare nella sua città: “Lo viviamo come uno spregio enorme, Prato non se lo merita”. Ad ascoltarlo, sotto l’occhio attento e discreto della Cgil, tutti quelli che non dimenticano una lotta partigiana costata stragi di civili, e la morte di migliaia di ragazzi che avevano preso il fucile per riconquistare la libertà perduta. Si è cantato in coro, sommessamente, Bella Ciao, e si è alzato lo striscione “Saremo la prima goccia della tempesta” in ricordo del compagno Lorenzo ‘Orso’ Orsetti, che per la libertà di un popolo oppresso, contro tutti i fanatismi, ha dato la vita. Nel segno di un antifascismo da vivere ogni giorno, tenendo nel cuore le parole di Primo Levi: “Ricordate ciò che è stato”. 

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