#FermiamoLeMortiSulLavoro - di Massimo Balzarini

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Dal 20 maggio al 7 giugno mobilitazione unitaria in tutti i territori della Lombardia, a sostegno della piattaforma presentata alla Regione. Servono più controlli e una programmazione delle politiche di salute e sicurezza.  

La sequela di omicidi bianchi in Lombardia non si ferma e nemmeno rallenta. Continuano gli infortuni con esito mortale in occasione di lavoro, che confermano tragicamente l’andamento infortunistico grave che già con il presidio unitario del 17 aprile di fronte a Regione Lombardia abbiamo denunciato. Continuiamo a chiedere un impegno straordinario della giunta regionale, per rafforzare il sistema dei controlli e la programmazione delle politiche regionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Ma non possiamo fermarci agli annunci, agli appelli dobbiamo mantenere l’attenzione su questo tema dimenticato anche dalla politica nazionale. Dobbiamo articolare un piano di interventi su vari livelli. A partire proprio dall’impegno politico delle istituzioni per rafforzare i controlli che non possono limitarsi al 5% delle aziende, con un messaggio di “impunità” per il restante 95%.

Il governo non può lanciare messaggi contraddittori, riducendo la sicurezza sul luogo di lavoro a un mero costo, che finisce col tradursi nella riduzione delle tutele a carico delle lavoratrici e lavoratori. Cultura della sicurezza significa garantire investimenti che attraverso condizioni di lavoro sane e sicure si trasformano in competitività. Per questo motivo le aziende i cui datori di lavoro scelgono irresponsabilmente di risparmiare, esponendo i lavoratori a gravi rischi con conseguenze spesso mortali, devono essere chiamate alle loro responsabilità.

Servono investimenti per formazione efficace, in cui il lavoratore sia coinvolto e diventi consapevole del rischio e delle misure preventive e protettive adatte alla specifica situazione lavorativa. E’ necessario un repertorio degli enti formativi accreditati e controllati, per stroncare sul nascere le fabbriche di certificati formativi. Non meno straordinario e urgente deve essere il nostro impegno a tutti i livelli.

Per quest’ultimo motivo, come strutture regionali lombarde, in modo unitario abbiamo lanciato la campagna #fermiamolemortisullavoro. Abbiamo chiesto, in un periodo denso di impegni, in ogni territorio e nelle categorie, un intervento costante e metodico per definire e calendarizzare un programma di iniziative, con attivi unitari di Rsu/Rsl/Rslt, eventualmente preceduti da assemblee nei luoghi di lavoro, seguiti da incontri istituzionali e da momenti di mobilitazione territoriale a carattere di presidio o secondo migliori possibilità locali, concentrando le iniziative, gli attivi e le ulteriori iniziative nel periodo che dal 20 maggio al 7 giugno prossimo.

E’ partito il territorio di Monza, che lo scorso 20 maggio ha dato vita ad un attivo di delegati e Rls molto partecipato, fino alla marcia dei Rls che si terrà, sempre nello stesso territorio, il 7 giugno.

Vogliamo in questo modo dare un segnale di un’azione forte, unitaria e non occasionale del sindacato a tutela dei lavoratori e del loro diritto a un lavoro sicuro, dando continuità alle iniziative già intraprese a sostegno della piattaforma sindacale, sollecitando risposte e impegni concreti in materia di prevenzione, monitorando e presidiando i momenti attuativi sia in sede regionale, nella fase di definizione degli atti che Regione Lombardia si è impegnata a realizzare, sia sul territorio rispetto alla esecuzione dell’attività di controllo e di promozione della prevenzione.

Tutelare le condizioni di lavoro e garantire a lavoratrici e lavoratori la dignità deve tornare all’attenzione di tutti e dell’agenda politica. Noi faremo la nostra parte, costruendo un percorso di mobilitazione, di precise richieste alla politica, di nostre elaborazioni e piattaforme. Senza dimenticare l’elemento più importante che è il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

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