I racconti del Primo Maggio, una mostra telematica - di Elisa Castellano

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In occasione della Festa del lavoro Primo Maggio 2020, gli Archivi storici, le Biblioteche e i Centri di documentazione della Cgil hanno allestito una mostra telematica “I racconti del Primo maggio” con materiali conservati e tutelati al loro interno. Si tratta, principalmente, di documenti, foto, manifesti, volantini, testate dei periodici della Cgil come “Lavoro”, “Il Lavoratore”, “Il Metallurgico”. Un viaggio nella storia e nella memoria della Festa del lavoro, dal sud al nord dell’Italia - si parte dal 1891, la prima volta in Italia, fino al 2019 – guidati da una mappa dedicata nel sito web della Fondazione Di Vittorio. Una mostra telematica con l’intento di proporre il ricongiungersi dei nessi tra la storia e la memoria della Festa del lavoro, al presente del lavoro, delle donne e degli uomini che di esso sono protagonisti e al suo futuro.

Cura, dignità, valore del lavoro le parole che fanno da sfondo alla mostra e alle raccolte che la compongono. Materiali che prevalentemente ricordano il ruolo esercitato dal lavoro in tutti quei passaggi che, nei 130 anni di storia del Primo Maggio, hanno contrassegnato le ricostruzioni. Si va dagli anni successivi alle due guerre mondiali a quelli delle crisi economiche; dagli anni degli eccidi di lavoratori (che, specialmente al sud, nell’Italia repubblicana lottavano per la conquista di diritti e di tutele, per il superamento delle gabbie salariali, per la conquista del collocamento pubblico, per il superamento del latifondismo), a quelli dell’industrializzazione e delle prime riforme sociali come per la sanità pubblica; dagli anni del terrorismo a quelli immediatamente successivi ai terremoti in Irpinia o a L’Aquila; da quelli più recenti per la legalità, per l’Europa sociale, per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, fino a quelli della crisi economica mondiale nell’era della globalizzazione. Non mancano materiali che mostrano manifestazioni pubbliche delle comunità di migranti di ieri e di oggi, e la rappresentazione dell’impegno del sindacato a livello internazionale per la pace, la solidarietà e contro i regimi totalitari in diverse parti nel mondo.

L’immagine principale che si ricava è quella che sempre la Festa del lavoro, il Primo Maggio, hanno rappresentato l’occasione più importante per il sindacato e per il mondo del lavoro di manifestare le proprie aspirazioni. Aspirazioni che hanno significato parole chiare per affermare nuove gerarchie di misurazione del valore del lavoro, proprio nei momenti storici di ricostruzione. Lo sforzo continuo degli Archivi, delle Biblioteche e dei Centri di documentazione della Cgil di voler proporre analogie e differenze tra passato e presente ha trovato espressione nella forma inedita per noi della mostra telematica collettiva.

Le collezioni esposte sono state integrate dal sito Google dedicato “Il nostro maggio” che è stato animato da alcuni tra gli archivi e le biblioteche della rete della Cgil. Al progetto complessivo non sono mancate le collaborazioni e la partecipazione di fondazioni e di associazioni. Un’iniziativa collettiva nazionale che viene proposta in forma inedita e che, tuttavia, conferma l’importanza del radicamento territoriale - nelle Camere del lavoro e nelle federazioni di categoria - degli Archivi, delle Biblioteche e dei Centri di documentazione. Un’infrastruttura culturale, nel e del sindacato, al cui interno coloro che ne sono i responsabili “conservano per conversare”, sfuggendo ad ogni possibile autoreferenzialità. Essi alimentano, al contrario, partecipazione e la consapevolezza dei legami tra l’emancipazione del mondo del lavoro e le trasformazioni generali delle comunità locali e del Paese, come documentano in maniera incontrovertibile i materiali conservati al loro interno.

E’ stata proprio questa la ragione principale che ha spinto il Coordinamento nazionale degli Archivi, delle Biblioteche e dei Centri di documentazione a raccogliere tempestivamente la proposta, partita dalla Biblioteca “Di Vittorio” della Camera del lavoro di Bergamo, di fare dono della memoria e della storia della Festa del lavoro in questo anno 2020, quando il mondo del lavoro soffre e, nel contempo, è su un crinale di trasformazioni molto importanti mentre è in corso una crisi inedita e grave. “Conservare per conversare” ha significato più che mai agire gli usi sociali di quei patrimoni fatti di documenti, libri, opuscoli e giornali, materiali iconografici, e per proporsi ancora una volta come “piazze dei saperi”.

Un’iniziativa collettiva in forma inedita per la Festa del lavoro, per il Primo Maggio, rievocando che è proprio in quella giornata che la Cgil e le sue federazioni di categoria hanno presentato nel passato più volte in edizioni rinnovate i loro giornali – “Lavoro”, “Il Lavoratore”, “Il Metallurgico” - e altrettanto è stato per la Federazione unitaria Cgil, Cisl, Uil. Una modalità inedita in situazione inedita per valorizzare la forza dirompente del lavoro, e della sua capacità di fare avanzare quelle ineludibili nuove gerarchie di valore.

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