Contratto Cooperazione alimentare: sottoscritto un primo accordo con le centrali cooperative - di Andrea Gambillara

Il rinnovo del Ccnl “per i lavoratori delle cooperative di trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici e di lavorazione dei prodotti alimentari”, che riguarda 50mila lavoratori, ha avuto il suo avvio il 4 novembre 2019 con le controparti Fedagri-Confcooperative, Legacooop Agroalimentare e Agrital-Agci. In relazione alla ricchezza prodotta nel settore (incremento del valore aggiunto di 6 punti percentuali nel periodo 2011-17, esportazioni che ammontano a 41 miliardi dieuro) e all’evoluzione del lavoro sia nel presente che in prospettiva, la piattaforma di rinnovo ha previsto sia una richiesta salariale importante (finalizzata ad incrementare le retribuzioni reali, anche dei soci, redistribuendo parte del valore) sia proposte con elementi innovativi in tema di mercato del lavoro, formazione continua, ricambio generazionale, comunità di sito, welfare bilaterale e conciliazione vita-lavoro, correlati anche in queste attività ai nuovi archetipi di Industria 4.0.

La “normalità” dell’avvio della trattativa - le controparti, pur evidenziando i dati per lo più positivi che hanno caratterizzato il quadriennio di vigenza del Ccnl, manifestavano le preoccupazioni legate all’incertezza di alcuni fattori internazionali (dazi, la cosiddetta Brexit), i cambiamenti climatici e le emergenze fitosanitarie, nonché la debolezza del mercato dei consumi interni - ha però incontrato due variabili sostanziali già all’inizio dell’anno corrente; i riflessi della complicata evoluzione del rinnovo del Ccnl Industria Alimentare, cui questo contratto è “collegato” intervenendo in pratica nello stesso settore, e la straordinaria situazione dell’emergenza sanitaria.

In relazione a quest’ultima è importante sottolineare che la continuità delle attività produttive, ritenute indispensabili, e l’adempimento della funzione sociale della filiera agroalimentare, è avvenuta grazie all’assunzione di responsabilità delle parti e all’impegno e sacrificio di lavoratrici e lavoratori, rendendo solo così possibile, da un lato, la tutela della salute degli addetti e, dall’altro, la distribuzione dei generi alimentari.

Sul piano negoziale la nostra azione è stata quella di condividere lo stesso schema dell’Industria, visto il positivo approdo faticosamente raggiunto da quel negoziato. Queste, in sintesi, le inedite difficoltà che si sono affrontate per arrivare alla sottoscrizione dell’intesa del 16 giugno.

Un accordo che, pur in un contesto eccezionale (dove il futuro economico e sociale appare profondamente incerto per l’impossibilità di valutare compiutamente le trasformazioni organizzative e sociali che l’emergenza sanitaria apporterà all’economia, alle dinamiche sociali e alle abitudini individuali), concretizza sia la ricerca di soluzioni condivise alle nuove necessità relative all’organizzazione del lavoro (articolazione degli orari e delle turnazioni, utilizzo di strumenti alternativi alla presenza fisica, formazione in tema di igiene e sicurezza sul posto di lavoro) e alla specificità del modello cooperativo, sia la salvaguardia del potere di acquisto delle retribuzioni, già nell’immediato, per consentire un prosieguo del negoziato.

Infatti l’intesa riconosce che il rinnovo della parte economica dovrà avvenire secondo i principi condivisi nel Protocollo sugli assetti contrattuali della cooperazione del 12 dicembre 2018, in continuità con i meccanismi applicativi già definiti durante le precedenti fasi del negoziato, e dispone una prima tranche di incremento pari all’1% del valore della retribuzione, con decorrenza a partire dal 1 dicembre 2019, ed erogazione delle mensilità arretrate, a totale copertura del 2020.

Anche in ambito di welfare contrattuale si è operato confermando lo slittamento al 31 dicembre 2020 delle decorrenze a carico delle aziende per il finanziamento al Fondo Filcoop Sanitario. Questo percorso, non semplice, ribadisce da una parte il valore delle relazioni sindacali, e dall’altra conferma il Ccnl quale strumento principale e centrale. Offre inoltre risposte certe e immediate sia salariali che normative per il 2020, e valorizza concretamente anche il lavoro e l’impegno profusi dalle lavoratrici e dai lavoratori in questi mesi di Covid-19.

L’accordo prevede infine la ripresa del negoziato, a partire dal prossimo 27 luglio, per completare il rinnovo 2019-23, su basi ben distinte da quelle che certa imprenditoria vorrebbe imporre ai contratti nazionali a scapito dei lavoratori e del Paese.

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