Fermiamo i nuovi crociati - di Giacinto Botti

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Il governo giallo-verde, subalterno alla destra leghista, fascistoide, xenofoba e sovranista, sta producendo politiche oscurantiste sul fronte dei diritti civili e sociali: un attacco pianificato alla laicità dello Stato e ai valori costituzionali di solidarietà e accoglienza.

Si mettono in discussione leggi e conquiste storiche come il divorzio e l’aborto, il biotestamento e le unioni civili, per portare indietro le lancette della storia e la libertà delle donne. E’ il caso del ddl Pillon, a cui la Cgil si oppone a fianco dei movimenti delle donne. Una proposta che cancella l’assegno di mantenimento per i figli, lascia sole le vittime di violenza domestica, rende più difficile il divorzio, permette allo Stato di invadere il privato delle persone e penalizza donne e minori. Con lui il ministro Fontana, noto per le sue idee bigotte e reazionarie. Sono i nuovi crociati salviniani, una lobby alleata a pezzi della gerarchia clericale fondamentalista contraria a papa Bergoglio.

Tutto questo non va sottovalutato dalla cultura laica e liberale. Ad essere minacciate dal vento razzista e xenofobo sono la democrazia italiana e l’Europa sociale. L’ultima perla è il mostruoso e incostituzionale decreto Salvini, che chiude gli Sprar per richiedenti asilo, cancella il diritto costituzionale all’accoglienza e trasforma migliaia di profughi in “clandestini”. Approvato all’unanimità dal governo, questo decreto va combattuto come vanno combattute le pulsioni razziste, il blocco dei porti, la criminalizzazione delle Ong, e l’utilizzo dell’immigrazione per giustificare spregiudicate politiche securitarie.

Si svuota la democrazia parlamentare per sostituirla con il mito di quella manipolata del web, ad opera di un governo pericoloso, sprezzante verso i deboli e gli immigrati, i diritti civili e le libertà individuali e collettive.

La nostra società ha gli anticorpi per opporsi a queste derive, ma per la sinistra politica non ci sono scorciatoie e tempi rapidi per risalire la china. Va affrontato il pericolo di quella che Primo Levi definiva la zona grigia della società: tante individualità pronte a girare la testa dinanzi all’imbarbarimento, in cambio di piccoli privilegi.

La Cgil ha le carte in regola per opporsi alle scelte inaccettabili del governo. Abbiamo contrastato, in piena autonomia, le politiche sbagliate dei precedenti governi. Coerentemente ci opporremo a quelle del governo attuale contrarie ai nostri valori; come valuteremo nel merito l’indirizzo economico e sociale del Def, in difficile gestazione. Non ci rassegniamo. Siamo in campo a tessere la tela della solidarietà, a togliere terreno al ministro della paura, a ricostruire consenso sulle proposte economiche, sociali e valoriali alternative che la Cgil ha avanzato con il documento congressuale, la Carta dei diritti e il Piano del lavoro. 

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