Proposta alternativa, unità, autonomia: le priorità per la Cgil - di Paolo Righetti

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Si è tenuta il 27 settembre scorso la riunione allargata del Coordinamento regionale veneto di Lavoro Società, nel corso della quale è stato sviluppato un approfondimento, con una discussione collettiva e partecipata, sulla fase politico-sindacale, e sullo sviluppo del percorso congressuale.

L’evoluzione del quadro di riferimento politico, economico e sociale, a livello europeo e nazionale, si sta sviluppando con una contrapposizione deleteria fra chi sostiene la continuità delle politiche liberiste e dei vincoli finanziari rigidi, e chi propone ricette sovraniste e nazionaliste, di ulteriore frammentazione delle regole comuni e dei diritti sociali e del lavoro, di chiusura e discriminazione verso i più deboli.

Sono entrambe impostazioni che non si pongono l’obiettivo di una redistribuzione più equa della ricchezza e di una forte riduzione delle diseguaglianze, alimentando invece una condizione di competizione tra nazioni, fra territori, tra le fasce più deboli della popolazione.

E’ più che mai necessario un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali. Una proposta complessivamente alternativa, quella che come Cgil stiamo da anni proponendo con i Piani del lavoro, con la Carta universale dei diritti sul lavoro, con le tante proposte e piattaforme rivendicative sui diversi ambiti e ai diversi livelli di intervento, che abbiamo riproposto e attualizzato nel documento congressuale, approvato con la quasi unanimità dal gruppo dirigente.

Omogeneità delle regole e delle normative per ridurre gli elementi di differenziazione e di dumping economico e sociale tra i diversi stati europei; superamento dei vincoli finanziari per sostenere investimenti pubblici, adeguati e necessari non solo sulle infrastrutture materiali e immateriali ma anche sul sistema di welfare e sul rilancio produttivo e occupazionale; equità e progressività fiscale; sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente e del territorio; universalità dei diritti sociali e del lavoro; salvaguardia e rafforzamento del sistema di welfare pubblico e dei beni comuni; sistema di ammortizzatori sociali, di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà universale, finalizzato al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale; gestione razionale e solidale delle politiche di accoglienza e integrazione, con il contrasto a qualsiasi forma e rigurgito di xenofobia, razzismo e fascismo. Sono questi gli obiettivi prioritari e qualificanti della nostra proposta complessiva, un’idea alternativa di società che potremmo definire come la piena attuazione della nostra Costituzione, che il percorso congressuale ci dà l’occasione di riaffermare, rilanciare, e rendere più visibile e incisiva.

Queste coordinate devono essere il riferimento strategico della nostra iniziativa e mobilitazione, che va ripresa e sostenuta, rispetto a un quadro politico di governo caratterizzato dalla messa in discussione della separazione dei poteri dello Stato, dal sostegno a rigurgiti razzisti e fascisti, da scelte inaccettabili sulla gestione dei flussi migratori e della coesione sociale, da una forte regressione sul piano dei diritti civili, da scelte economiche e sociali contraddittorie, insufficienti o sbagliate. Il tutto di fronte a un quadro politico di opposizione caratterizzato da mancanza di autocritica, dalla riproposizione di vecchie e negative ricette, e a volte dal sostegno alle posizioni più retrive della rappresentanza datoriale.

Una capacità di proposta, rivendicazione e azione negoziale della Cgil che dobbiamo continuare ad esercitare in piena autonomia, stando al merito dei contenuti, in piena coerenza con le proposte e gli obiettivi che abbiamo indicato nel documento congressuale, attivando i necessari percorsi di informazione, coinvolgimento e partecipazione.

Continuità e coerenza devono essere l’indispensabile riferimento politico e organizzativo anche per la definizione dei nuovi gruppi dirigenti e dei nuovi esecutivi, perseguendo l’unità plurale di tutto il gruppo dirigente dell’organizzazione, e soprattutto l’unità di tutti coloro che rappresentiamo, o vogliamo rappresentare e tutelare.

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