E quindi uscimmo a riveder le stelle… - di Maria Cristina Della Vedova

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” è il titolo dell’iniziativa organizzata al Teatro Grande di Brescia dallo Spi Cgil nazionale il 24 settembre scorso, con il patrocinio del Comune. Un evento fondamentale per ripartire insieme, iniziando dal ricordo delle migliaia di persone che ci hanno lasciato.

Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi, apre l’incontro con questo commovente pensiero: “Abbiamo il dovere di ricordare, di non dimenticare ciò che è successo… Vogliamo rendere omaggio a quelle migliaia di persone, alle loro famiglie, esprimendo loro il nostro più sentito cordoglio. Ma vogliamo ricordarli per quello che sono stati nella vita, nel loro impegno sociale, erano persone non numeri”. Continua affermando che lo Spi ha le idee chiare sulle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno, iniziando dalla sanità che deve essere veramente universale, pubblica e rispondente ai bisogni delle persone. Serve una legge sulla non-autosufficienza adeguatamente finanziata, che tutto lo stato sociale sia ripensato a partire dalle Rsa, all’assistenza domiciliare, alle abitazioni, all’utilizzo della nuova tecnologia in campo sanitario e sociale.

Toccante l’intervento del sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, che ha condiviso l’emozione provata alla lettura quotidiana dei nomi dei concittadini deceduti per Covid-19, per poi constatare che la città stava perdendo “una rete fitta di umanità, impegnata e di riferimento del tessuto sociale” e che “il virus aveva colpito in modo particolare le realtà a più alto tasso di socialità”. Brescia, città fortemente colpita, ha saputo fronteggiare l’emergenza con forza e solidarietà, ha continuato il sindaco, esprimendo anche considerazioni sulle mancanze del sistema sanitario lombardo nello squilibrio tra le risorse delle strutture ospedaliere e le forti carenze della medicina territoriale.

Monica Falocchi, coordinatrice infermieristica della “Rianimazione 1” degli Ospedali Civili di Brescia, divenuta un simbolo da quando il suo volto segnato dalla fatica è apparso sulla copertina del New York Times, ci racconta una dura prova, vissuta da tutto il personale sanitario che resterà nel tempo e che tutti ci auguriamo non si ripeta in futuro. Oltre alla fatica il dramma vissuto: “Non potevamo piangere con le mascherine, nessuno è morto solo, abbiamo accompagnato e sostenuto tutti nel miglior modo possibile”. Poi avverte: “Oggi siamo noi ad avere bisogno di cure e l’incertezza nel futuro ci fa paura. Paura di non essere in grado di affrontare una nuova ondata”. Gli infermieri sono una categoria di professionisti: non vogliono essere chiamati eroi, continuano a fare il loro dovere fino in fondo, ma vogliono avere riconosciuta la loro professionalità in modo adeguato. La sua testimonianza ci ha profondamente commossi, alla fine dell’intervento tutta la platea in piedi ha ringraziato applaudendo.

Elisabetta Donati, presidente della Fondazione Casa d’Industria onlus, una Rsa storica della città, ha documentato l’abbandono e le gravi difficoltà con cui gli operatori si sono dovuti misurare durante l’emergenza sanitaria, evidenziando tutto l’impegno messo in campo e stigmatizzando “la gogna mediatica” a cui diverse strutture sono state talvolta sottoposte. Ci ha rivolto un appello a prendersi anche qualche rischio in più, ma a non lasciare sole le persone nelle Rsa, bisognose di socialità e affetto.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con un videomessaggio ha espresso preoccupazione per la forte ripresa del contagio nel resto d’Europa, e apprezzamento per le realtà sociali e le organizzazioni sindacali che hanno avuto un ruolo fondamentale nel superamento della fase più critica. Il ministro si è impegnato a riformare il Sistema sanitario italiano destinando risorse e investimenti per potenziare la sanità territoriale, affermando la necessità di uscire dall’epoca dei tagli.

Anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, è intervenuto con un videomessaggio. Ha espresso un profondo cordoglio per le tante persone che ci hanno lasciato. Facevano parte della generazione che ha contribuito alle grandi conquiste degli scorsi decenni, come quella del Sistema sanitario nazionale universale, dello Statuto dei Lavoratori, e delle battaglie per i diritti sociali. Impegno che per la Cgil continua ancora oggi.

L’iniziativa si è conclusa con il concerto dell’Orchestra Bazzini Consort. Il programma musicale comprendeva anche la Sinfonia n° 8 “Incompiuta” di Schubert, scelta come “riferimento simbolico ad una situazione sospesa, ancora in evoluzione, i cui esiti dipenderanno dalle azioni individuali e collettive che ciascuno metterà in campo”.

Sono stati riproposti, quindi, molti obiettivi di Spi e Cgil, da tempo sostenuti con iniziative di lotta e nel confronto con governo, Regioni e enti locali. Dopo l’emergenza sanitaria, alcune problematiche necessitano di un ulteriore approfondimento e confronto per ridefinire obiettivi, in modo particolare sul ruolo delle Rsa, sull’assistenza e il lavoro di cura.

©2020 Sinistra Sindacale Cgil. Tutti i diritti riservati. Realizzazione: mirko bozzato

Search