La parola al lavoro pubblico - di Alberto Beltrani

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All’assemblea nazionale del 28 gennaio le testimonianze dei lavoratori in prima linea nella difesa delle funzioni pubbliche. 

“Crediamo che occorra una grande stagione di partecipazione democratica i cui protagonisti siano le delegate e i delegati: voi. Ed è per questo che il primo momento di questa assemblea non è rivolto verso il palco, ma verso la nostra platea, verso di voi… che siete la straordinaria forza del sindacato”. Così Serena Sorrentino, la nuova segretaria generale della Funzione pubblica, con le luci di scena del teatro Brancaccio di Roma interamente rivolte alla platea, ha aperto la prima assemblea nazionale - in versione social - dei delegati e delegate della Fp Cgil.

Rinnovamento, dinamicità, entusiasmo, ascolto, social: queste le parole d’ordine che hanno caratterizzato la giornata. Nel corso della quale è suonata la carica per difendere ed estendere i diritti dei lavoratori attraverso la scrittura di una nuova storia, fondata sul piano straordinario per il lavoro, convinti di riuscire a condizionare il futuro. “La storia deve essere fatta e siamo noi a doverla realizzare”, scriveva Bauman”: nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, la speranza di un’altra regolamentazione del lavoro.

Carta dei diritti, referendum, contratto: ecco le parole d’ordine della giornata romana. Un’assemblea, quella dei delegati dello scorso 28 gennaio, nella quale l’attenzione e soprattutto la parola è stata data ai lavoratori e alle lavoratrici, alle delegate e ai delegati sindacali che rappresentano la Cgil nel pubblico impiego e che in questa giornata hanno rappresentato e ricordato i problemi che si incontrano quotidianamente nei posti di lavoro: in una corsia di ospedale pubblico o privato, in un appalto alle dipendenze di una cooperativa, o nello svolgimento delle attività di soccorso.

Così ventiquattro pezzi d’Italia, di Cgil e del mondo del lavoro pubblico hanno portato in scena lo stato dell’arte del servizio pubblico, dello Stato, degli enti locali, dei servizi essenziali della cooperazione sociale, della sicurezza e del soccorso. Di come lavoratrici e lavoratori riescano a farli funzionare, nonostante che le scelte politiche degli ultimi anni, improntate su logoranti e continui tagli lineari, sul blocco dei contratti e della contrattazione, abbiano compromesso il funzionamento del sistema, e la dignità e la professionalità dei lavoratori pubblici e privati delle funzioni pubbliche.

Dopo aver ricordato l’importante inversione di tendenza che si è iniziata a conseguire, attraverso il rinnovo di alcuni importanti contratti nazionali di lavoro della Fp e con la sottoscrizione del protocollo per il rinnovo dei contratti nazionali nel pubblico impiego, lavoratori e lavoratrici hanno portato il loro prezioso contributo alla giornata, prima di tutto mettendoci la faccia. Non solo in modo simbolico, ma facendosi riprendere in un efficace mosaico di istantanee allestito all’ingresso.

Tutte meritevoli di nota le lunghe e toccanti testimonianze di quotidiana lotta sindacale: compagni impegnati a rappresentare una Cgil in prima linea per la legalità, subendo personalmente vili atti di danneggiamenti intimidatori; Vigili del fuoco intervenuti nei siti colpiti dal terremoto e nelle operazioni di salvataggio di Rigopiano - e la farsa degli 80 euro, prima promessi poi negati poi ancora maldestramente propagandati in piena emergenza - ricordando di non essere eroi ma semplici dipendenti pubblici; lavoratrici e lavoratori “civili per natura” del Corpo forestale dello Stato, costretti ad intervenire in modo virtuale, con voce fuori campo, dopo la militarizzazione del corpo, la conseguente perdita di tutte le libertà politico-sindacali, e la cancellazione forzata dalla Cgil.

Luca Telese ha poi intervistato la segretaria generale Susanna Camusso, che riprendendo i temi al centro della giornata, e ribadendo la funzione strategica del sistema pubblico, ha puntato il dito sull’insieme di leggi “raffazzonate” che hanno caratterizzato gli ultimi mille giorni di vita politica del nostro paese. Quelli per cui, ad esempio, si è raccontato al paese di aver dato 80 euro ai lavoratori pubblici, dimenticando di dire che era non è vero.

La tromba al suon di Bella Ciao ha radunato sul palco tutte le compagne e i compagni intervenuti nel corso della mattinata, che insieme alle segretarie Camusso e Sorrentino hanno salutato e chiuso vivacemente la giornata.

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