Nel difficile contesto politico e sociale l’unità della Cgil è un valore in assoluto. Va perseguita e costruita in un percorso di ricerca e di sintesi sulle politiche e sulle scelte organizzative, al fine di superare le profonde divisioni che si sono prodotte nell'ultimo congresso, nel quale si sono definite una maggioranza, una minoranza e un'opposizione.

Una prospettiva di ricomposizione unitaria a cui vogliamo portare il nostro contributo, senza rimozioni e all’interno di quella dialettica e di quel pluralismo programmatico previsti dallo statuto, e che sono per noi insopprimibili e rilevanti, linfa vitale e forza della nostra confederazione democratica e plurale. Un percorso di rinnovamento che non rimuova le differenze e rifugga gli unanimismi di facciata, rinsaldando il senso di appartenenza di tutto il gruppo dirigente.

Queste le ragioni per le quali, come compagne e compagni di Lavoro Società, sinistra sindacale di maggioranza congressuale, esprimiamo il nostro voto a favore della proposta di integrazione e di allargamento della Segreteria nazionale, ravvisando, nello stesso tempo, alcune criticità che vogliamo, con la lealtà di sempre, porre nel confronto che si dovrà aprire sulle caratteristiche del pluralismo in CGIL e sui criteri per rappresentarlo.

L’allargamento dell'organismo esecutivo - che contraddice in parte i contenuti politici della Conferenza d’organizzazione - non raggiunge l’equilibrio e il riconoscimento dei diversi pluralismi. E non coglie l’obiettivo che tutta la CGIL dovrebbe darsi, di una presenza significativa, anche nella segreteria nazionale, delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, valorizzando così quanto essi rappresentano da tempo nell’organizzazione e nel paese.

In merito al pluralismo programmatico, il tema di chi rappresenta chi e di come si misurano e si riconoscono la rappresentanza plurale e il pluralismo programmatico, torna centrale e richiede un confronto nella commissione nazionale che dovrà proporre le nuove modalità di realizzazione del prossimo congresso.

Lavoro Società è un’aggregazione statutaria su basi programmatiche. Fin dalla nostra costituzione ufficiale, nel settembre 2014, com’era nella nostra storia collettiva precedente, abbiamo contribuito al pluralismo delle idee e alla dialettica democratica. Su questa base vogliamo contribuire - già nei lavori della commissione sulle modalità congressuali - al superamento delle criticità che segnaliamo con questa dichiarazione.