
“Lo chiami coraggio? Forse ci vuole anche un po’ di pazzia”. Francesco Loria scherza, ma nemmeno troppo. Il sindacalista siciliano della Filt Cgil è stato licenziato da Newcoop e poi reintegrato a furor di popolo. Non solo lavoratrici e lavoratori che si sono stretti attorno a lui, anche le istituzioni e il mondo dell’associazionismo hanno preso posizione a sostegno dell’operaio punito perché chiedeva turni ‘più umani’ e accorgimenti tecnici per contrastare il caldo soffocante dell’estate isolana.Una bella storia di solidarietà, di quelle che danno ancora speranza in un paese dove il padrone ha sempre più mano libera e ha sempre ragione, anche in sede giudiziaria.
La società che per conto di Pac2000 Conad gestisce l’area logistica, quella che si occupa del deposito e dello stoccaggio della merce che viene poi distribuita nei vari punti vendita, è stata costretta a fare dietrofront. “Se fossi stato solo non avrei più un posto di lavoro, Newcoop l’avrebbe avuta vinta – dice senza giri di parole Loria – Invece, fin dalla sera del licenziamento, c’è stata solidarietà concreta, a 360 gradi. Tutte le categorie del sindacato, non soltanto la Filt, si sono mobilitate, e poi sono intervenute le amministrazioni comunali, perfino Legacoop. Una solidarietà operaia che è coscienza di classe. Abbiamo costituito il comitato dei lavoratori ‘100 passi’ nella logistica, per tenere alta la guardia contro le attività criminali in un settore complesso ed esposto come il nostro, in un contesto dove la fame di lavoro favorisce rapporti poco chiari e clientelismo”.
Ma andiamo con ordine. “Ho iniziato a lavorare per Conad più di 23 anni fa, come addetto diretto. Poi è stato esternalizzato il servizio, e da allora ho cambiato una mezza dozzina di cooperative cui era stato affidato l’appalto”. Gli ex addetti diretti della logistica di Conad Sicilia si sentono dei ‘sopravvissuti’. “Le varie cooperative resistevano 3, 4 anni, poi chiudevano e a noi venivano azzerati scatti professionali, di anzianità, insomma i diritti. Ogni volta tornavamo giovani, come ragazzi al primo impiego. In questo panorama Newcoop è una delle realtà più solide e strutturate”.
Nei grandi magazzini di Carini Don Milani, di Capaci in contrada Case Troia, del Todis di via Don Sturzo, nel palermitano, si stoccano tutti i prodotti Conad, si lavora per sette ore e mezza al giorno, sei giorni su sette, o addirittura sette su sette per soddisfare le richieste dei diversi punti vendita del territorio. “Lavoriamo a temperature altissime, con un tasso di umidità che ti toglie il respiro. Abbiamo dovuto lottare anche per ottenere il giorno compensativo”, sottolinea Loria. “Io lavoro sul carrello elevatore, arrivo fino a otto metri da terra. Chi è impegnato in corsia sposta carichi anche molto pesanti, decine di chili. Dopo sette ore, senza riposi, senza poter recuperare energie psicofisiche, senza la possibilità di rinfrescarti, se ti fermi vieni ripreso. Newcoop ha sospeso le pause integrative. O peggio, ci sono ma sono a carico del lavoratore che anche solo per fumare una sigaretta deve passare il badge all’uscita e al rientro”.
Il rappresentante sindacale della Filt denuncia un peggioramento nelle relazioni industriali. “Gli iscritti Cgil sono soggetti a richiami e sanzioni disciplinari, vengono trasferiti da un impianto all’altro. Carini e Capaci non sono molto distanti fra loro, ma tanti di noi arrivano da Alcamo, da Castellammare, Palermo, anche da Lercara Friddi; io vivo a Partinico, ci dividiamo i costi del carburante usando a rotazione una sola auto. Mischiare le carte ci mette in difficoltà”.
Va da sé che Francesco Loria è contento e anche orgoglioso che la sua vicenda sia andata a buon fine. “Tanta solidarietà non era scontata. Quando denunci problemi ci sono quasi sempre effetti collaterali. Mi spiego: nel settore alimentare, quello per cui lavoro io, la ‘catena del freddo’ è fondamentale per preservare la qualità dei prodotti. Latticini, merendine, dolci, perfino l’acqua non possono restare stoccati a temperature superiori ai 30 gradi. Noi siamo fra i più attenti, in altri poli logistici la situazione è spesso preoccupante. Denunciare questo stato di cose provoca un effetto a cascata, con ispezioni dei Nas, delle Asl, ecc, ecc. Quindi ci vuole attenzione, perché in ballo ci sono anche i posti di lavoro. Devi ascoltare i tuoi compagni, spiegare la situazione, bisogna essere chiari per farsi capire da tutti”.
Lavorare per un colosso della grande distribuzione organizzata come Conad ti dà dei vantaggi salariali. “Ma non per questo si deve abbassare la guardia sui diritti”, mette le mani avanti Loria. “Dici che sono un’idealista? Quando vedi i colleghi nelle corsie non sudati ma addirittura bagnati, senza un punto di ristoro, ti dimentichi di avere una famiglia e ti arrabbi di brutto”. Loria non sopporta le ingiustizie: “Sapere che ci sono lavoratori anziani, con la schiena a pezzi, scavalcati dai giovani senza alcun criterio se non quello di rompere l’unità, è sconsolante. Se la guerra diventa fra i poveri, vince sempre il padrone”.
