L’ampliamento della Rwm, di proprietà di Rheinmetall, snodo cardine dell’economia di guerra. La Sardegna merita ben altro sviluppo.

Lo scorso lunedì 14 luglio si è tenuta l’ennesima manifestazione di protesta contro la fabbrica di bombe Rwm di Domusnovas. Ricordiamo che la società è controllata da Rheinmetall, multinazionale con sede in Germania leader nella produzione di armamenti. Una storia controversa in un’isola che vuole riappropriarsi di un ruolo di pace nel Mediterraneo e che non vede di buon occhio né la fabbrica né tanto meno le numerose servitù militari presenti nel suo territorio.
Recentemente la Regione Sardegna si è espressa pubblicamente contro il ReArm Europe Plan/Readiness 2030 con l’approvazione di un’apposita mozione. La presenza dello stabilimento a Domusnovas è stato ed è oggetto di notevoli polemiche portate avanti da numerose associazioni che hanno giustamente a cuore la tutela del territorio e la salute e che non vogliono un coinvolgimento diretto nel proliferarsi di conflitti nel mondo.
Ricordiamo che la fabbrica, negli anni passati, produceva bombe d’aereo vendute all’Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti impegnati nelle operazioni belliche contro le milizie Houthi dello Yemen. Oggi l’azienda produce i micidiali droni killer della serie “Hero”, in accordo con l’azienda israeliana Uvision, oltre che decine di migliaia, di colpi di artiglieria, pagati a peso d’oro dall’Unione europea e destinati ad alimentare i campi di battaglia dell’Ucraina.
Insomma un vero e proprio punto cardine dell’economia di guerra oggi quanto mai in crescita. Crescita che – non smetteremo mai di ripetere – andrà a svantaggio della spesa sociale che avrà sempre più difficoltà ad essere finanziata dallo Stato.
Per contrastare questa pericolosa deriva è necessario pensare un piano di riconversione industriale che coinvolga la Regione Sardegna con l’ausilio dei sindacati, oggi impegnati per lo più alla sola difesa dei posti di lavoro senza curarsi troppo dello sviluppo economico alternativo che si potrebbe mettere in campo.
Nel raccontare la vicenda della Rwm non bisogna dimenticare gli infelici passaggi messi in atto dall’azienda per ampliare i terreni dove svolge la produzione al fine di incrementarne i lavori. Nel 2021 i giudici del Consiglio di Stato hanno bocciato l’ok del comune di Iglesias ad ampliare la fabbrica realizzando due nuovi reparti produttivi, contestando tra l’altro la delibera di giunta che non prevedeva di assoggettare a Valutazione d’impatto ambientale (Via) il progetto. Lo stesso Consiglio di Stato, invece, riteneva necessaria e obbligatoria la Via, vista la produzione di esplosivi. Nonostante tutto l’azienda chiede da più di tre anni una Valutazione di impatto ambientale a cose fatte (una Via ex-post) per gli impianti che ha realizzato. Insomma una sorta di sanatoria.
E’ chiaro che diventa importante il ruolo della Regione, anche perché l’ingegner Fabio Sgarzi, amministratore delegato di Rwm Italia, ha di recente dichiarato: “Quando i nuovi impianti di caricamento di esplosivo Pbx saranno a breve operativi, la produzione di munizioni realizzate con tale tipologia di esplosivo quadruplicherà, rendendo lo stabilimento di Domusnovas di strategica importanza per l’Italia e tutte le nazioni europee non esistendone uno equivalente”.
Dichiarazione che vorremmo invece restituire al mittente, essendo dell’idea che l’isola meriti ben altro sviluppo.