
La Global Sumud Flotilla ha catalizzato l’attenzione e la partecipazione di migliaia di persone (almeno 50mila) a Genova, unendo cittadini, attivisti e rappresentanti di diverse realtà sociali in un’iniziativa di grande valore umano e politico. Essa ha ricevuto un forte sostegno, la raccolta di aiuti umanitari ha coinvolto moltissime persone e realtà sociali.
Il coordinamento delle partenze è stato organizzato da Music for Peace, organizzazione umanitaria che interviene in contesti di povertà, malnutrizione, esclusione sociale e violazione dei diritti fondamentali) e dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp), attivo anche nelle campagne di boicottaggio del traffico di armi. Via via hanno aderito altre realtà, a partire dalla Cgil.
Questo evento non è solo un gesto di solidarietà verso il popolo palestinese, ma rappresenta anche un momento di risveglio collettivo, simile a quello che si è vissuto durante le mobilitazioni contro il G8 nel luglio 2001, e di rilancio delle iniziative nonviolente di contrasto alla barbarie e al genocidio.
Partecipazione e Unità
La preparazione per la Global Sumud Flotilla ha visto un coinvolgimento straordinario da parte di cittadini non solo di Genova, ma anche di altre città italiane. Molti hanno partecipato attivamente alla raccolta di materiali da inviare a Gaza, dimostrando un forte senso di comunità e solidarietà. Le attività preparatorie hanno incluso la creazione di pacchi contenenti beni di prima necessità, medicinali e materiali scolastici, tutti destinati a sostenere le famiglie palestinesi. Oltre alla sede di Music for Peace, “assediata” da centinaia di persone che portavano materiale, si sono mobilitate sedi di associazioni, di partito, parrocchie.
La fiaccolata del 30 agosto 2025 ha visto la partecipazione di un’ampia gamma di settori della società, molti dei quali di solito si ignorano. Questo incontro di diverse realtà e generazioni (compresi i “famigerati” quarantenni, di solito estranei all’impegno) ha creato un’atmosfera di unità e determinazione.
La presenza della chiesa locale
Un aspetto significativo della mobilitazione è stata la partecipazione attiva della chiesa locale. Durante la fase di raccolta del materiale, numerosi membri della comunità ecclesiale hanno offerto il loro supporto, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione in Palestina. La benedizione delle imbarcazioni da parte di don Gianni Grondona, vicario episcopale per la Sinodalità, ha rappresentato un momento significativo, simbolo di speranza e di sostegno spirituale per gli attivisti in partenza.
Rivive il contro-G8
Vittorio Agnoletto, figura storica delle mobilitazioni contro il G8, ha richiamato le analogie tra la mobilitazione attuale e quella del 2001. Entrambi i momenti sono caratterizzati da una forte spinta verso la giustizia sociale e la difesa dei diritti umani. La Global Sumud Flotilla non è solo solidarietà, ma un richiamo alla responsabilità collettiva di fronte alle ingiustizie globali.
Il sostegno istituzionale
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha partecipato alla manifestazione e ha espresso il suo sostegno all’iniziativa, chiedendo con una lettera al ministro degli Interni, Antonio Tajani, di monitorare con attenzione la missione dei cittadini genovesi. La sua richiesta di far sentire la vicinanza e l’appoggio delle istituzioni è un segnale importante di come la mobilitazione per i diritti umani possa trovare spazio anche nelle istituzioni locali.
Mobilitazione continua
È fondamentale continuare a sostenere la Global Sumud Flotilla durante la sua navigazione. Le mobilitazioni non devono fermarsi con la partenza delle imbarcazioni; al contrario, è necessario mettere in atto tutte le azioni possibili per garantire la sicurezza degli attivisti. In caso di arresti illegali, come suggerito da alcuni attivisti, sarà necessario organizzare un blocco della movimentazione delle merci israeliane.
La Global Sumud Flotilla ha riunito a Genova un’ampia gamma di persone unite dalla volontà di lottare per la giustizia e i diritti umani. La partecipazione attiva della comunità, il sostegno della chiesa locale e l’adesione delle istituzioni sono segnali di un rinnovato impegno collettivo. È essenziale continuare a mobilitarsi, non solo per sostenere la flotta, ma per costruire un futuro in cui la solidarietà e la giustizia sociale siano al centro delle nostre azioni.
La lotta per i diritti umani è una battaglia che ci riguarda tutti, la Global Sumud Flotilla è un simbolo di questa resistenza. Questa campagna si colloca all’interno delle mobilitazioni contro la stato di guerra permanente che il pianeta sta attraversando, la mobilitazione contro il genocidio e per l’autodeterminazione del popolo palestinese e quella contro il riarmo europeo, che si svilupperanno questo autunno in Europa e in Italia.
(Genova, 3 settembre 2025)
