A fine luglio ci ha lasciato il compagno Pino Patroncini. Ho conosciuto Pino quando io, proveniente dal Sindacato Nazionale Università e Ricerca (Snur), avevo cominciato a frequentare la Federazione di II livello “Scuola, Università e Ricerca” e mi sono avvicinato alla sede nazionale dello Snur, nella fase in cui era iniziato il processo di unificazione che avrebbe poi portato alla nascita della Flc Cgil, dove le vecchie strutture del Sindacato Scuola e dello Snur condividevano, da separati in casa, il primo piano di via Leopoldo Serra a Roma, che è diventata ora la sede della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza.

Era un compagno molto preparato. Veniva dalla Lombardia ed aveva avuto un’importante esperienza militante nella sinistra milanese degli anni ‘60 e ‘70, a cominciare dal movimento studentesco e universitario, di cui raccontava aneddoti e storie delle manifestazioni, degli scontri con la polizia e con i fascisti, del controllo militante dei cortei assegnato ai servizi d’ordine, delle botte e degli incidenti. Poi, l’ingresso nel mondo del lavoro, l’insegnamento e l’incontro con il sindacato, la Cgil della Scuola, che certamente ha contribuito a costruire.

Apparteneva a quella vasta schiera di compagne e compagni che dalla Cgil Scuola erano confluiti nella Flc ed appartenevano all’esperienza fondamentale della sinistra sindacale, da Essere Sindacato, ad Alternativa Sindacale e infine a Lavoro Società. Un gruppo importante di compagne e compagne che arrivarono, grazie alle loro elaborazioni e alla loro bravura, ad avere un ruolo determinante nella vicenda del sindacato Scuola prima e nella Flc poi. Come dimenticare la battaglia contro il “concorsone” – una procedura premiale e selettiva per i docenti – voluto a suo tempo dal ministro Berlinguer, che trovò l’iniziale e improvvida adesione della Cgil Scuola (quando l’autonomia dal politico non si praticava molto …). Ma la Sinistra Sindacale di allora seppe intercettare e interpretare nel migliore dei modi, all’interno dell’organizzazione, la grande e determinata contrarietà della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, al punto di rovesciare quella posizione, determinando il cruciale cambio dell’orientamento sul “concorsone” della Cgil Scuola.

Come non ricordare altri compagni come Filippo Ottone, Luciano Grimaldi, Beniamino Lami, Vittorino Delli Cicchi, Vito Meloni, che con Pino Patroncini rappresentarono una generazione di quadri sindacali di grande valore politico, di grande spessore strategico, fortemente radicato fra le lavoratrici e i lavoratori della scuola, tutti appartenenti alla sinistra sindacale dell’epoca, che riuscì a spingere sul merito delle questioni al punto di cambiare le scelte adottate dai vertici del loro stesso sindacato. Fu anche merito loro se l’area Lavoro e Società riuscì ad avere ad un certo punto perfino tre fra compagne e compagni all’interno della segreteria nazionale Flc.

Pino apparteneva a quell’epoca, era rigoroso, studioso approfondito di storia, uomo di grande cultura. Trasferito dalla sua Lombardia alla Roma del Centro nazionale, aveva affrontato la sua condizione di distaccato e di militante sindacale con entusiasmo e dedizione. Amava la bicicletta e amava la Roma di Pasolini, lunghe le chiacchierate con lui sui luoghi di “Petrolio” e de “I ragazzi di vita”. Profondamente disponibile alla discussione e a dare il suo aiuto alle compagne e ai compagni di lavoro, sempre aperto ai movimenti e alle realtà studentesche, non disdegnava mai di dare il suo contributo a tutti.

Una volta andato in pensione, aveva deciso di collaborare all’esperienza di Proteo Fare Sapere (associazione formativa nel campo dell’istruzione collegata al sindacato) e di ritornate poi nella sua Lombardia di sempre, seguendo l’esperienza di Proteo. Lo avevo rivisto alla nostra ultima assemblea di Milano dello scorso 4 marzo e ci eravamo abbracciati dopo qualche anno che non ci vedevamo: era segretario della lega Spi della sua zona a Milano.

Un abbraccio affettuoso che porterò sempre con me, in ricordo della sua persona, della sua cordialità e di tutto quello che ci ha lasciato. Come ha detto lui nel suo profilo facebook, aveva compiuto da poco i suoi “75 anni…. A fatica!”. Ciao Pino.