L’imponente mobilitazione giovanile contro il genocidio del popolo palestinese sta disturbando il manovratore. Non sia mai che gli under 25 recuperino un briciolo di senso critico, di fronte alle nefandezze che il mondo dei grandi sta loro propinando da parecchio tempo. Così il governo Meloni corre ai ripari. Ecco ad esempio la ministra dell’Università e ricerca, Anna Maria Bernini, che a Firenze alla festa del quotidiano “Il Foglio” – organizzata in Palazzo Vecchio alla vigilia delle elezioni regionali toscane, alla faccia del silenzio elettorale – dà fuoco alle polveri: “Le occupazioni sono troppe, ho scritto una lettera a tutti i rettori delle università italiane dicendo che dobbiamo provvedere a tutto questo perché un eccesso di occupazioni significa privazione del diritto allo studio. L’università è un luogo dove si può manifestare liberamente ma dove si deve insegnare, studiare e lavorare”.

A ruota di Bernini il collega Matteo Piantedosi, che la prende più larga ma torna a battere il tasto delle manifestazioni come palestra i “cattivi maestri”, così come la pubblicistica di destra fra tv e giornali definisce chiunque osi criticare il governo. Eccolo Piantedosi: “Da tempo i nostri investigatori hanno evidenziato la ricomparsa sullo scenario di vecchi nostalgici della vecchia lotta armata. Questo non vuol dire un ritorno della lotta armata ma che nel substrato delle manifestazioni qualcuno vive la suggestione di reimpiantare la lotta armata e la sovversione”.

Chissà cosa ne penseranno i partecipanti al corteo che il giorno prima ancora a Firenze hanno sfilato in duemila, in massima parte appunto under 25, per continuare a denunciare il genocidio dei gazawi durato due lunghissimi anni. “Dopo questa tregua servono pace e giustizia”, hanno raccontato. Soprattutto hanno sfilato dietro uno striscione che riecheggia la Canzone del Maggio: “Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”. Maledette “zecche rosse”.