
Nel milanese una grande adesione allo sciopero del 17 ottobre, in una vertenza sempre più complicata.
Il 17 ottobre scorso è stata la giornata di sciopero nazionale unitario (Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel) di tutto il comparto dell’igiene ambientale, dalla raccolta al trasporto, agli impianti di trattamento dei rifiuti. Lo sciopero è stato dichiarato dopo la rottura delle trattative di fine luglio per il rinnovo del Ccnl dei Servizi Ambientali. Il contratto unico di settore, sottoscritto il 18 maggio 2022, è scaduto a fine del 2024. Dopo la presentazione delle piattaforme sindacali, la trattativa, iniziata nei primi mesi del 2025, si è mostrata in tutta la sua complessità, ancor più visto l’atteggiamento di chiusura delle organizzazioni datoriali (ex pubbliche/municipalizzate e private) a condividere un percorso che partisse – come primo approccio – dal garantire un aumento salariale idoneo al recupero dell’inflazione del triennio 2022-24, particolarmente alta, che ha diminuito in modo sostanziale il potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori.
La vertenza, oltre alla parte salariale, vuole arrivare a migliorare la sicurezza, la salute e le tutele di tutto il personale del comparto, garantire un maggior sviluppo della classificazione del personale che favorisca percorsi di crescita professionale, tutelare maggiormente i lavoratori degli appalti, sviluppare il welfare contrattuale e il sistema delle indennità, rafforzare i diritti in generale, con particolare attenzione all’esercizio del diritto di sciopero.
Il contratto dei Servizi Ambientali ha l’obiettivo di migliorare l’intera sua area di applicazione, rafforzando le tutele per le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti, in quello che sempre più è il “ciclo integrato dei rifiuti”. Ancor più negli ultimi anni si tratta di un comparto sempre più industriale, non solo di servizi, vista la continua spinta al riciclo, al recupero dei materiali nobili e alla produzione di gas, energia e calore nei vari impianti di produzione.
Quella del 17 ottobre è stata una giornata importante, in cui un comparto molto unito e partecipante ha raggiunto numeri alti di adesione allo sciopero che, fatti salvi i servizi essenziali, comunque da svolgere nelle giornate di iniziativa sindacale, hanno dato un segnale forte a sostegno delle rivendicazioni della vertenza.
Queste ultime sono state presentate in più di 40 assemblee unitarie, svolte in poche settimane in tutte le aziende e in tutti i territori della Lombardia, con lo scopo di far conoscere le motivazioni dello sciopero e per dare forza alla partecipazione al presidio unitario che si è svolto sotto la sede regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).
Alte le adesioni allo sciopero a Milano e città metropolitana: dalle grandi aziende come Amsa (Gruppo A2A) con punte di adesione per settore superiori all’80%, alle tante realtà locali che, oltre ad aderire allo sciopero, hanno anche partecipato con forza al presidio unitario. Ecco alcuni dati: Impresa Sangalli, nel comune di Sesto San Giovanni, quasi 80% di adesione, a Trezzano Sul Naviglio, 66%; Cem Ambiente Spa a Cologno Monzese 60%, a Melegnano, 80%; Nord Milano Ambiente a Cinisello Balsamo di gran lunga superiore al 60%; Aemme Linea Ambiente a Cornaredo oltre il 50%. La punta più alta di adesione alla Teknoservice Srl sui comuni di Assago e Cesano Boscone con una partecipazione superiore al 90%.
Oltre ai dati nel comparto della raccolta rifiuti, la partecipazione è stata importante anche nel trasporto e, soprattutto, dove è più complicato aderire allo sciopero dovendo garantire la salvaguardia e il funzionamento degli impianti: realtà come ZeroC a Sesto San Giovanni, Silla 2 di A2A Ambiente SpA e, soprattutto, A2A Trezzo Ambiante Srl. In quest’ultima, con il determinante contributo della neoeletta Rsu della Fp Cgil Milano, siamo riusciti a concordare una riduzione per la giornata del 17 ottobre dei rifiuti consegnati e, soprattutto, di quelli bruciati per produrre energia.
E’ stata una grande prova di partecipazione e maturità di un settore in cui le lavoratrici e i lavoratori chiedono sempre più di essere riconosciuti per l’importanza che hanno tra i grandi produttori di materie prime, di energia, calore e di gas, e che dia il giusto riconoscimento al personale che lavora in questo comparto che garantisce giornalmente il funzionamento dell’economia del ciclo integrato dei rifiuti.
Nelle prossime settimane, a seguito di una valutazione sullo stato della vertenza dopo lo sciopero nazionale, verranno promosse altre iniziative per garantire l’adeguata visibilità in questa difficile trattativa, che rappresenta un passaggio determinante per il riconoscimento delle tutele economiche e normative per il lavoro di questo settore industriale.
