
L’assemblea nazionale delle donne Filt lo scorso 25 novembre.
Il 25 novembre scorso la Filt Cgil nazionale ha tenuto un’assemblea delle donne intitolata “Una mattina NON mi son svegliata. Le sfide, le parole, le azioni”. La giornata si è posta come conclusione di un percorso collettivo a cui hanno partecipato quattro gruppi di lavoro. Questa è stata l’occasione per presentarne i risultati, concretizzati nel “Manifesto delle donne dei trasporti”, e per partecipare a un momento in cui le compagne e i compagni hanno potuto condividere le loro riflessioni, richieste, esperienze, progetti inerenti alla violenza sulle donne e sulle discriminazioni di genere.
L’attrice Antonella Attili ha tenuto un monologo sulla condizione femminile, che ha unito i presenti in sala anche in un’espressione artistica.
Il primo tema approfondito è stato quello del linguaggio inclusivo e degli stereotipi di genere. Il linguaggio è di fondamentale importanza, costruisce la realtà in cui ci muoviamo e, nel mondo del lavoro, il denominare le professioni di maggior prestigio solo al maschile perché al femminile ‘suona male’ altro non è che un condizionamento, non certo una scelta dettata dalla grammatica.
C’è stata quindi una forte spinta ad ‘attenzionare’ le espressioni che usiamo, anche come sindacalisti e sindacaliste, perché l’uso di un linguaggio antidiscriminatorio e la cura delle parole sono il primo passo per cercare di sradicare quelle discriminazioni che subdolamente si perpetuano tramite le consuetudini.
Per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, sono stati individuati due punti che la Filt si propone di portare coi suoi Rls alle discussioni dei Documenti di valutazione dei rischi aziendali: le malattie ‘invisibili’ che riguardano la salute delle donne (endometriosi, fibromialgia, ovaio policistico) e le aggressioni al personale che sono aumentate in modo esponenziale nel settore dei trasporti.
Inoltre, lo sbilanciamento del lavoro di cura rimane un tasto dolente, ed è innegabile che nella nostra società sia un fardello sulle spalle delle donne. A livello sindacale si possono cercare di ottenere congedi migliorativi per i padri e una significativa integrazione economica del congedo parentale, in modo di incentivare una genitorialità condivisa.
Il terzo tema è stata la contrattazione inclusiva e di genere, per essere consapevoli degli stereotipi, poterli identificare e poi sradicare: il mito della produttività basata sulla quantità del tempo passato in azienda e non sulla qualità del lavoro svolto che penalizza le lavoratrici madri e le lavoratrici a part-time; i ‘gender bias’ che portano a una segregazione verticale delle donne precludendo avanzamenti di carriera; la carenza di trasparenza nella determinazione delle retribuzioni. Si è ricordata l’importanza dei rapporti biennali aziendali sulla situazione del personale che smascherano molte di queste discriminazioni, fornendo ai sindacati dati concreti per dimostrarle.
Anche il tema dello smart-working è stato toccato come potenziale fonte di isolamento per coloro che vivono situazioni familiari abusanti, emarginanti o che trovano nel poter recarsi fisicamente al lavoro uno spazio per creare una rete sociale.
Per quanto riguarda migranti e nuovə italianə, la Filt vuole creare spazi interni all’organizzazione affinché possano avere un ruolo proattivo. Per quanto riguarda la loro contrattazione si vuole cercare di diffondere nei contratti la figura del mediatore culturale, ore per i corsi di lingua e le pratiche burocratiche, e siglare accordi che permettano l’accumulo delle ferie per chi ha la famiglia all’estero.
Sono state inoltre condivise dalle compagne iniziative e buone pratiche di cui è importante tenere traccia e trarre ispirazione, come l’iniziativa “Dillo alla Filt” della Lombardia che ha indagato, con questionario anonimo, le condizioni di lavoro delle donne nel settore dei trasporti; il protocollo dell’aeroporto di Bologna contro le aggressioni che ha visto il coinvolgimento del gestore aeroportuale, del Comune, della Città Metropolitana e della Filt per stabilire un procedimento chiaro e condiviso per la segnalazione e l’intervento in caso di aggressioni al personale; l’applicativo “filTracce” della Filt di Venezia tramite cui le lavoratrici e i lavoratori dei trasporti potranno segnalare tutti i casi di aggressione in maniera rapida e veloce oltre a chiedere supporto alla Filt; l’iniziativa “Cassetta rossa, dillo alla Filt”, in collaborazione con la cooperativa Be Free, con un indirizzo email e delle cassette postali cui scrivere in maniera confidenziale per ricevere supporto in casi di violenze o discriminazioni.
Per concludere, questa giornata ha coronato il percorso finora fatto, producendo un manifesto che fornisce linee guida per tutti i delegati, condividendo progetti concreti e ribadendo che la lotta per la parità di genere è un impegno collettivo e costante.
