
Un accordo importante, un punto fondamentale per la crescita di un comparto sempre più industriale.
Nella tarda serata del 9 dicembre scorso è stata firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl unico dei servizi ambientali del 9 maggio 2022. L’accordo ha sospeso lo sciopero nazionale del giorno successivo, garantendo lo svolgimento regolare dei servizi di igiene ambientale.
Già nel titolo del testo sottoscritto si possono evidenziare tre questioni. La prima: si tratta di un’ipotesi che dovrà essere condivisa con le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto dell’igiene ambientale entro il 31 gennaio 2026. La seconda: finalmente per la prima volta, dopo decenni di lotte in cui la Cgil ha portato avanti da sempre un disegno ben preciso per rappresentare tutto il mondo del lavoro coinvolto nel “ciclo integrato dei rifiuti”, rinnoviamo il contratto “unico” dei servizi ambientali. La terza: la data del 9 dicembre ci porta fortuna perché anche nel 2021, dopo la grande pandemia e il lavoro fondamentale di questo settore in quel difficile periodo per garantire l’integrità e il funzionamento delle Città – grandi e piccole – (seppur dimenticato troppo in fretta dal grande pubblico), c’è stata la firma del primo accordo che ha messo insieme grandi aziende partecipate pubbliche, grandi aziende private e il mondo della cooperazione, dando così forma, nel maggio del 2022, al Ccnl dei Servizi Ambientali. Contratto che rappresenta la base per la crescita, anche sindacale, in un comparto sempre più industriale: dalla raccolta al trasporto, dal recupero dei materiali nobili alla produzione di gas, energia e calore nei vari impianti di produzione.
Queste prime riflessioni sono sicuramente utili per capire il contesto in cui questo difficile passaggio si è affermato, soprattutto grazie alla mobilitazione iniziata ad inizio di quest’anno e sfociata nel grande sciopero nazionale unitario del 17 ottobre 2025 (Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel) di tutto il comparto dell’igiene ambientale, dalla raccolta al trasporto agli impianti di trattamento dei rifiuti, che ha dato un forte segnale ad una vertenza difficile che aveva nel suo primo obiettivo quello del recupero del potere di acquisto dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori, vista l’inflazione particolarmente alta subita nel triennio 2022-24.
Vediamo i numeri: 307 euro lordi sul triennio 2025-2027 come valore economico totale per il rinnovo del Ccnl, suddivisi in 250 euro di aumento del Trattamento economico complessivo (Tec), di cui 217 euro di Trattamento economico minimo (Tem), in 5 tranche (luglio 2025 a
parziale recupero dell’inflazione passata, febbraio 2026 il più sostanzioso, gennaio-agosto-dicembre 2027 il più alto aumento in un unico anno) che andranno direttamente sulle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori con riferimento al parametro del 3° livello A; 18 euro sull’aumento della produttività contrattuale (Erap); 15 euro sul welfare contrattuale; 47 euro di investimento sulla riforma del sistema di classificazione del personale per garantire un maggior sviluppo che favorisca i percorsi di crescita individuale; 10 euro come valore contrattuale di dieci ore di Rol per i nuovi assunti dal 2017 che non godevano ancora di questo istituto.
La firma dell’ipotesi di accordo arriva dopo una fase convulsa di trattative che fino all’ultimo hanno reso incerto l’esito della vertenza. Una cosa è certa, la giornata del 10 dicembre avrebbe rappresentato per il comparto un’altra grande giornata di iniziative territoriali a sostegno dello sciopero nazionale, preceduta – per quanto riguarda l’area di tutta la città metropolitana di Milano – da più di 25 assemblee unitarie svolte in pochi giorni, concentrate soprattutto nella mattina che ha preceduto la firma dell’accordo, con lo scopo di dare forza alla partecipazione allo sciopero e al presidio unitario che, per la Lombardia, si sarebbe svolto davanti a Palazzo Marino, sede del Comune capoluogo di Regione.
L’ipotesi di accordo, oltre alla parte salariale, migliora la sicurezza, la salute e le tutele di tutto il personale del comparto, garantisce una parziale modifica del sistema di classificazione del personale, tutela i lavoratori degli appalti, sviluppa il welfare contrattuale e il sistema delle indennità, rafforza i diritti in generale. Alcuni di questi temi troveranno la loro definitiva conclusione entro aprile 2026, incluso anche quello fondamentale dell’esercizio del diritto di sciopero negli impianti industriali.
Un ringraziamento particolare è giusto sia fatto alle lavoratrici e ai lavoratori – tra cui i nostri delegati – che, pronti per la mobilitazione del 10 dicembre, hanno garantito con responsabilità i servizi nella prima mattina dopo la firma, dimostrando la maturità della loro lotta.
