
A proposito delle doverose proteste a “Più libri più liberi”.
Il dibattito che ha accompagnato l’edizione 2025 di “Più libri più liberi” ha posto al centro una questione cruciale per il mondo culturale italiano: il confine tra libertà di espressione, e legittimazione e normalizzazione del pensiero fascista e nazista. La fiera dell’editoria, che ogni anno si svolge alla Nuvola di Roma, ha ospitato tra gli espositori la casa editrice Passaggio al Bosco, nata nel 2027 all’interno di Casaggì, che ha in catalogo i principali autori del pensiero reazionario e nazifascista.
Casaggì, gruppo politico di Firenze da cui provenivano i picchiatori degli studenti del liceo Michelangiolo, è nata nel 2005 come circolo ricreativo di Azione Giovani, la giovanile di Alleanza Nazionale. Oggi è una specie di spin off di Gioventù Nazionale che produce quadri politici eletti nelle istituzioni toscane nelle liste di Fratelli d’Italia e mantiene legami con Casapound.
In questo contesto, il leader del movimento Marco Scatarzi fonda Passaggio al Bosco, casa editrice che oggi conta oltre trecento titoli e si pone come punto di riferimento del pensiero identitario. Tra gli autori ci sono figure del pantheon nazifascista come Leon Degrelle, Corneliu Zelea Codreanu ma anche il golpista ed “eroe” della X Mas Junio Valerio Borghese o Benito Mussolini. Le opere ne esaltano le gesta presentandoli come modelli di valore e onore.
Non solo, uno degli ultimi volumi pubblicati è “Remigrazione”, una proposta, di Martin Sellner, teorico della remigrazione (cioè della deportazione di tutte le persone non bianche e non “assimilabili”), nuova battaglia dei movimenti nazionalisti mondiali e già attuata in parte da Donald Trump negli Usa. Sellner, fondatore di “Generazione identitaria”, è dichiarato persona non gradita in molti paesi europei e in Italia è stato tra gli organizzatori del “Remigration Summit” a Gallarate il 17 maggio scorso.
Sul sito si possono acquistare anche le lampade Julleuchter donate da Heinrich Himmler alle SS e prodotte nel lager di Dachau o i ciondoli runici (adottati anche dalla nostrana Avanguardia Nazionale).
Questi presupposti hanno fatto sì che la presenza di Passaggio al Bosco alla Fiera della piccola e media editoria non passasse inosservata, aprendo un dibattito che ha coinvolto il mondo culturale italiano. Oltre ottanta intellettuali hanno scritto una lettera all’Associazione italiana editori per chiedere la revoca dello stand, Zerocalcare ha, con coraggio, deciso di non partecipare alla Fiera, affermando che non condividere spazi con i nazisti è un paletto irrinunciabile. Massimo Giannini e Corrado Augias hanno compiuto la medesima scelta, moltissimi espositori hanno esposto cartelli con la scritta “questa è una casa editrice antifascista” e hanno promosso un flash mob, oscurando con teli neri i loro banchetti perché quando c’è il fascismo la libertà d’espressione scompare.
Nonostante il tentativo di deviare l’attenzione sul tema della censura, qualcosa si è smosso e persino l’Associazione italiana editori, che inizialmente ha mantenuto fermo il punto sulla regolarità dell’assegnazione dello stand normalmente prenotato e pagato, ha annunciato per la prossima edizione la necessità di una riflessione più profonda.
È importante sottolineare che Passaggio al bosco non è mai stata censurata e i suoi libri sono stati segnalati da “Contro egemonia”, il bollettino editoriale di Fratelli d’Italia, a riprova che la retorica vittimista della destra che si è levata contro “la polizia del pensiero” sia priva di fondamento.
La casa editrice è oggi anche ente del terzo settore che raccoglie il 5 x mille, sforna libri a un ritmo impressionante (nonostante la società di Scatarzi abbia un solo dipendente), indice concorsi letterari patrocinati dal Coni, ed ha organizzato una accademia di formazione politica.
Il clamore mediatico sollevato ha offerto certamente una pubblicità inaspettata a un piccolo editore fino a oggi semisconosciuto, come molti hanno osservato, ma è il prezzo da pagare per poter discutere oggi di un tema che non è più possibile sottovalutare. La destra al governo è impegnata in un’operazione di revisione e riscrittura della storia che vede nella cultura il principale terreno per costruire la propria egemonia. Nelle parole di Zerocalcare e di tutti gli autori che hanno deciso di schierarsi pubblicamente, con i principi espressi dalla nostra Costituzione antifascista, non c’è stata volontà repressiva o censoria ma l’affermazione di un principio fondamentale: nazifascismo e antifascismo non sono compatibili, non possono essere equiparati, non possono condividere lo stesso spazio.
