
Osservatorio Repressione e Volere la Luna (a cura di), Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la “sicurezza”, pagine 240, euro 18.
Abbiamo più volte sottolineato, anche in queste pagine, come, con questo governo, siano diventati illegali comportamenti che reati non sono, come siano diventati reati perseguibili penalmente comportamenti che in precedenza si configuravano tutt’al più come illeciti amministrativi. Fenomeni sociali complessi vengono governati con il codice penale, e si criminalizzano povertà, immigrazione, marginalità e tutti quei comportamenti che in qualche modo incidono sul “decoro”. Si criminalizzano la protesta pacifica e il dissenso, fino a rendere illegali forme di protesta che da sempre sono servite a dare visibilità e risonanza anche alle lotte dei lavoratori: quante volte si sono bloccati i cancelli delle fabbriche, si sono fatti picchetti, per dare voce e risalto a lotte per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, per rinnovi contrattuali dignitosi, per protestare per le morti sul lavoro…
Oggi, invece, vengono governati con il codice penale fenomeni sociali complessi, rivendicazioni per una società giusta e inclusiva, a partire dai movimenti studenteschi, dalle manifestazioni per l’ambiente, per la pace. Ce lo dice in maniera chiara il libro, edito da Altreconomia, a cura di Osservatorio Repressione e di Volere la Luna – Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la “sicurezza” – che si avvale di contributi di studiosi, esperti di diritto, attivisti, sociologi impegnati nei movimenti e nelle iniziative di contrasto alla deriva repressiva in atto nel paese.
L’introduzione è curata da Alessandra Algostino, e percorre tutti i temi affrontati nel libro, restituendo al conflitto il valore che ha, quale strumento di esercizio democratico.
Questo libro è davvero illegale, perché contiene parole che insidiano la “sicurezza”. Sicurezza intesa, come ci stanno imponendo e non da ora, in termini di decoro, di securitarismo, di disciplinamento.
Ogni capitolo prende a titolo una parola, di quelle che caratterizzano i temi e le politiche repressive dell’oggi. Mettendole in ordine alfabetico: da ‘abitare’, e sappiamo i problemi oggi più che mai legati alle politiche abitative, al diritto alla casa, come si raccontano e si affrontano le occupazioni, fino a ‘zone rosse’, quelle zone da cui espellere persone e comportamenti sgraditi al potere, che turbano, appunto, il decoro.
Come scrivono Di Sabato e Pepino nella premessa, “per dire che il nostro riferimento sono le libertà ed i diritti, riconosciuti dalla Costituzione, e non il testo unico di pubblica sicurezza. Per dire che il mondo che vogliamo si fonda sul diritto alla felicità per tutte e tutti e non sull’ossessione della paura”.
Il diritto alla felicità, oggi negato alle giovani generazioni, a cui si tolgono prospettive di futuro, ma anche spazi e luoghi di convivialità e condivisione, basti pensare al decreto “rave”. Il diritto alla felicità per le persone tutte, che, oltre ad avere sempre maggiori difficoltà nell’accesso ad un lavoro stabile, dignitoso, sicuro, si vedono negato il diritto all’autodeterminazione nelle proprie scelte di vita, come quelle legate alla propria identità di genere, o alle decisioni sul fine vita. E non serve aggiungere quanto si sta riproponendo riguardo l’uso di sostanze, come le recenti proposte di Tso ai giovani. Si espunge e criminalizza il conflitto sociale, sale della democrazia.
Le parole descritte nel libro sono tra quelle che oggi hanno assunto un significato buio, tetro: tanto per citarne alcune: carcere, daspo, migranti, movimenti, paura, resistenza. Ognuna di queste parole evoca ormai reazioni di repulsione, di paura, di rifiuto: se si parla di carcere il primo pensiero è allontanare, espellere, buttare la chiave!
E’ questo quindi un libro necessario, oggi. Un glossario di parole che servono per resistere, per non farsi travolgere da quella logica da Stato di polizia che criminalizza il dissenso, che vuole ridurre al silenzio ogni pensiero critico, che limita i diritti e fomenta paure. Una sorta di abbecedario utile per comprendere come si stia mano a mano smantellando ogni processo democratico, come il potere agisca in maniera sempre più pervasiva e totalizzante.
E’ un utile strumento per ciascuno di noi, per chi si vuole opporre alle politiche repressive e securitarie di questo governo, come alle politiche sovranazionali capitaliste e imperialiste. Con parole messe in ordine alfabetico, l’unico ordine che ci piace, rispetto all’ordine e disciplina che oggi stanno tornando prepotentemente nelle decisioni del governo, a cui si vuole condizionare ogni scelta politica.
