Già c’erano state le multe da decine di migliaia di euro a Cgil, Usb e ad altre realtà sindacali, per il “mancato preavviso” dell’oceanico sciopero generale del 3 ottobre scorso, a sostegno della martoriata popolazione civile della Striscia di Gaza ancora sotto i bombardamenti israeliani, e degli attivisti della Sumud Flottilla che in quelle ore venivano arrestati in mare dal governo di Tel Aviv. Ora su quelle gigantesche manifestazioni pacifiche cade la scure del cosiddetto “decreto sicurezza”, che nonostante i fortissimi dubbi di costituzionalità sta portando la magistratura requirente a contestare dei reati a promotori e partecipanti allo sciopero. Un diritto sancito dalla Costituzione, finito nel tritacarne delle norme criminogene fortemente volute dal governo Meloni e dalla maggioranza che lo sostiene.
La palese criminalizzazione del dissenso sociale e politico, trattato come un problema di ordine pubblico anche nelle pacifiche manifestazioni di piazza, si è tradotta ad esempio a Massa nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 37 persone, fra le quali alcuni dirigenti della Cgil di Massa Carrara. “Non ci sono stati scontri – ha replicato il segretario generale apuano Nicola Del Vecchio – nessun danneggiamento e, a dire il vero, neppure nessun blocco ferroviario, visto che i treni non circolavano da ore. Nonostante ciò, si è sentito il bisogno di utilizzare ben tre norme per criminalizzare un’unica condotta. Per farlo, la procura ha potuto usare anche il nuovo reato di blocco ferroviario introdotto dal decreto sicurezza 48/25, e ancora una volta si fa ricorso al testo unico di pubblica sicurezza e al suo articolo 18 per colpire i promotori del corteo”.
Come prima risposta della società civile a quella che appare come un’autentica stretta repressiva, la mattina di sabato 24 gennaio di fronte alla stazione ferroviaria della città toscana ci sarà una grande manifestazione di protesta.
