
Un convegno a Verona ha messo in moto nuove energie.
Continuare in ciò che era (è, e sarà) giusto. Con questo impegno, a Verona dal 30 gennaio al primo febbraio, è stato rilanciato il “metodo Langer” come lavoro politico della nonviolenza organizzata, per fare pace tra gli umani e con la natura.
Langer racconta nella sua autobiografia che ricorre all’abbreviazione Alex per mettere d’accordo gli amici tedeschi e italiani, tra Alexander e Alessandro. È ciò che poi farà per tutta la vita, vissuta sempre al di qua e al di là di confini: farsi strumento per collegare diversità, creare convivenza. “Sul mio ponte si transita in entrambe le direzioni”, scrive, e davvero più di ogni altro ha contribuito a far circolare idee e persone. Uomo di confine, si è spinto al di là, oltre, per poi tornare e ripartire.
In cosa consista il “metodo Langer” lo ha esplicitato lui stesso: “Il ‘gruppo misto’, il ponte, il ‘traditore’ della propria parte che però non diventa un transfuga, e che si mette insieme ai ‘traditori’ dell’altra parte”. Gli è capitato spesso di essere minoranza (nella sua terra, nel suo partito), ha sentito il fascino della resistenza etnica e ne ha tratto due insegnamenti: coltivare le proprie peculiarità (senza mettersi nel ghetto), sperimentare le potenzialità di una convivenza pluriculturale e plurietnica; rifiutare la separazione che porta a un “noi” e un “loro”.
Il convegno è stato voluto dalla Scuola di Pace e Nonviolenza (Fondazione Toniolo e Movimento Nonviolento), con contributo e patrocinio del Comune di Verona, sostegno di Università di Verona e Diocesi di Verona, adesione della Fondazione Alexander Langer Stiftung. Oltre trecento i partecipanti arrivati da tutta Italia.
Langer se n’è andato più di trent’anni fa chiedendoci di “continuare in ciò che era giusto”. Perché siamo ancora qui a parlare di Alex Langer? Cosa abbiamo fatto in questi trent’anni? Come le nuove generazioni hanno recepito quel messaggio? Cosa è “giusto” oggi? Sono queste le domande a cui ha cercato di rispondere il convegno, concentrandosi soprattutto sulle dimensioni della politica langeriana: convivenza interetnica, pacifismo nonviolento, conversione ecologica, che sono le urgenze di oggi, contrapposte a ciò che ci circonda: crisi umanitaria (Gaza), collasso ambientale (Niscemi), discriminazioni sistemiche (Minneapolis).
In questa prospettiva, i contributi hanno attraversato motivazioni e linguaggi della nonviolenza, dimensione religiosa della politica, ricerca e sviluppo della nonviolenza, limite ecologico e sociale, arti e immaginari, responsabilità delle politiche europee.
La politica di Langer sembra essere stata completamente sconfitta: l’Italia, l’Europa, il mondo, stanno andando nella direzione contraria: non ciò che è giusto, ma ciò che è sbagliato. Eppure il suo messaggio orienta ancora il pensiero e l’azione di tante persone di buona volontà e di impegno.
La novità di questo convegno è stata l’impostazione deliberatamente non celebrativa: un laboratorio pubblico per verificare cosa ci dice ancora oggi il “metodo Langer” quando lo si assume come criterio di azione, dentro le istituzioni e fuori, nei territori, nelle comunità, nelle organizzazioni.
Ricordiamo, tra i relatori, il filosofo Mauro Bozzetti, il vescovo di Verona Domenico Pompili, il linguista Federico Faloppa, il giornalista Gad Lerner, la filosofa Donatella Di Cesare, le parlamentari europee Cristina Guarda e Benedetta Scuderi e gli ex eurodeputati Gianni Tamino e Franco Corleone, che furono compagni di strada di Langer.
L’incontro ha visto anche un bel confronto generazionale: tre giovani ragazze hanno portato punti di vista diversi: l’ispirazione langeriana è arrivata fino a loro per motivarle nei loro impegni artistici e politici. Le idee di Langer possono passare anche attraverso una graphic novel, una tela dipinta, un circolo di lettura.
La registrazione integrale dell’evento sarà presto disponibile sul sito di Radio Radicale. Segnalo anche la rivista ‘Azione nonviolenta’ 4/2025 e il poster allegato, dedicati ad Alex Langer, con tre suoi scritti inediti (per richiederlo scrivere a amministrazione@nonviolenti.org).
