Il 24 dicembre scorso è stata sottoscritta una parte del rinnovo del contratto collettivo di secondo livello (Cc2l) applicato alle società del Gruppo Intesa Sanpaolo che adottano il contratto collettivo nazionale del Credito. L’intesa rappresenta una tappa fondamentale del percorso di rinnovo della contrattazione di Gruppo, avviato con l’accordo sul Fondo sanitario integrativo, e si colloca in una fase di particolare importanza strategica, alla vigilia della presentazione del nuovo Piano d’Impresa 2026-29.

Gli accordi firmati costituiscono la prima parte del Cc2l e riguardano ambiti centrali quali la previdenza complementare e la genitorialità. Nell’accordo quadro è stato inoltre definito il percorso per completare il rinnovo del Cc2l: il confronto sulle rimanenti materie di rilievo (come ruoli e percorsi professionali, politiche commerciali, organizzazione del lavoro, formazione, premio variabile/premio aziendale, mobilità territoriale e professionale) è stato rinviato al primo semestre 2026, anche per consentire una valutazione coerente con le linee strategiche del nuovo Piano d’Impresa.

Una delle principali novità contenute negli accordi sottoscritti riguarda i buoni pasto. Si è riusciti ad ottenere l’aumento progressivo del valore del buono pasto fino a raggiungere, per il personale a tempo pieno, l’importo di 10 euro. L’aumento avverrà in tre fasi. Per il personale full-time aumento da 7 a 8 euro dal primo marzo 2026, a 9 euro dal primo luglio 2027 e a 10 euro dal primo dicembre 2029. Per il personale part-time aumento da 5,29 a 6 euro dal primo marzo 2026, a 6,50 euro dal primo luglio 2027 e a 7 euro dal primo dicembre 2029. In caso di lavoro flessibile e formazione flessibile da casa, aumento da 4,50 a 5 euro dal primo marzo 2026, a 5,50 euro dal primo luglio 2027 e a 6 euro dal primo dicembre 2029.

Un capitolo centrale del rinnovo riguarda la previdenza complementare. Per i casi in cui è applicato un criterio meno favorevole, è stato prevista, con decorrenza primo settembre 2026, una più vantaggiosa base di calcolo dei versamenti alla previdenza complementare, costituita dalla base imponibile Tfr. Questa previsione andrà a beneficio in particolare del personale più giovane per cui è attualmente adottata la cosiddetta base Fopic (formata esclusivamente da stipendio, scatti e importo ex ristrutturazione tabellare, ed eventuali indennità previste dall’accordo ruoli). Sono confermate le eventuali basi di calcolo più elevate (per esempio imponibile Inps) per coloro che già ne beneficiano. L’aliquota minima a carico dell’azienda passerà dall’attuale 4% al 4,25% dal primo gennaio 2027 e al 4,50% dal primo gennaio 2028. Sono confermate le aliquote più elevate a carico dell’azienda per coloro che già ne beneficiano.

È stata dedicata una particolare attenzione ai giovani, termine che nell’accordo individua le dipendenti e i dipendenti assunti nell’ambito delle aree professionali con età anagrafica non superiore a 35 anni. Per questa platea, l’aliquota di contribuzione alla previdenza complementare a carico dell’azienda è fissata, a partire dal primo gennaio 2026, al 6%, con base imponibile Tfr. In caso di acquisto dell’abitazione di residenza entro dieci anni dalla data di assunzione è previsto un contributo una tantum lordo di 1.750 euro.

L’accordo introduce un pacchetto articolato di misure a sostegno della genitorialità, intervenendo su permessi, organizzazione dell’orario e sostegni economici. Viene riconosciuta la facoltà di fruire di permessi retribuiti per la procreazione medicalmente assistita, nella misura di due giorni per ciclo, fruibili anche ad ore, fino ad un massimo di tre cicli. In via sperimentale per il 2026, per i genitori di figli fino a tre anni di età, sono previste a partire dal tredicesimo mese di età del bambino, o dall’ingresso del minore in famiglia, due misure alternative: un permesso retribuito fino a 12 ore settimanali oppure la cosiddetta “settimana cortissima”, con orario di lavoro distribuito su quattro giorni da 7,5 ore a parità di retribuzione. Durante l’iter per l’accertamento della disabilità relativa a bambini fino a tre anni è introdotta la possibilità di fruire di un permesso retribuito di cinque giorni annui. Il bonus nascita figli aumenta da 1.000 a 1.200 euro lordi, mantenendo le due modalità alternative di riconoscimento: versamento su rapporto vincolato al minore (tassato) o contributo alla posizione presso FondIsp intestata al figlio.

In linea con i principi valoriali della Cgil, con questi accordi nel Gruppo Intesa Sanpaolo si mettono in atto le azioni necessarie per la realizzazione degli obiettivi di tutela delle persone, di eguaglianza e solidarietà a sostegno della dignità sociale e salariale all’interno del mondo del lavoro.