Il risultato del secondo turno per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica portoghese ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti. Il candidato socialista (anche se non espressione diretta del partito, dalla cui attività politica si era ritirato da tempo), Antonio José Seguro, ha battuto con una larghissima maggioranza (66,82% contro 33,18%) André Ventura, leader della formazione di estrema destra Chega! (Basta!).

L’esito del voto non ha riservato sorprese perché era stato largamente anticipato dai sondaggi, e il timore che questo smobilitasse gli elettori favorevoli a Seguro non si è concretizzato. Il futuro presidente ha tenuto in campagna elettorale una posizione ferma di difesa della democrazia ma con uno stile che ha evitato i toni accesi. Ha invitato tutti “i democratici, i progressisti e gli umanisti” a votare per lui, a rifiutare l’estremismo e respingere coloro che “seminano odio e divisione tra i portoghesi”.

Tra il primo e secondo turno il candidato socialista ha raddoppiato i voti (da 1.754.892 a 3.482.481) raccogliendo molti consensi che erano confluiti sui candidati sconfitti, moderati o orientati a destra. A questi si è aggiunto il sostegno convinto della sinistra radicale che non era riuscita a esprimere una sola candidatura. Catarina Martins, del Blocco di Sinistra, aveva ottenuto, il 2,06%, Antonio Filipe del Partito Comunista, l’1,64%, Jorge Pinto di Livre (scissione ecologista del Blocco) lo 0,68%. In questo caso però lo stesso candidato aveva già invitato a votare per Seguro.

Una parte degli elettori di sinistra ha scelto fin dal primo turno il voto tattico per non rischiare un ballottaggio tra due esponenti della destra, ma il loro scarso consenso conferma una crisi sia del Partito Cominista (Pcp) che del Blocco, aperta con la fine dell’esperienza di sostegno esterno al governo socialista, passata alla storia con il nome di “Geringonça” (“aggeggio”, potremmo tradurre).

Per alcuni anni è sembrato che il Portogallo potesse rappresentare una felice eccezione in un panorama di crescente rafforzamento della destra e dell’estrema destra, con un governo socialista sostenuto da due partiti collocati alla sua sinistra che lo hanno pungolato per assumere misure socialmente più avanzate. La decisione dei socialisti di interrompere la collaborazione ha chiuso un ciclo positivo e aperto la strada ad una crescita dell’ultradestra xenofoba, dichiaratamente nostalgica della dittatura salazarista.

Il risultato di Ventura può essere considerato deludente dal suo punto di vista perché è riuscito a raccogliere solo una quota dei voti dei candidati di destra sconfitti, ma non si può sottovalutare la sua crescita e la crescente normalizzazione della sua presenza dal punto di vista mediatico. Non è ancora del tutto caduto quello che in Germania chiamano ‘Brandmauer’, la cortina di isolamento nei confronti dell’estrema destra. Infatti molti esponenti della destra tradizionale si sono espressi per il voto a Seguro, ma lo stesso non hanno fatto i due partiti corrispondenti, il Partito Socialdemocratico (Psd) (in realtà conservatore) e Iniziativa Liberale (ultraliberista).

Ventura punta ad acquisire progressivamente il predominio su tutto il campo della destra, affermandosi come l’unica forza in grado di garantire un governo che escluda i socialisti e la sinistra.

Il Psd esce indebolito dal voto, per il pessimo risultato ottenuto dal suo candidato (fermo all’11,30%) ma anche per un diffuso malessere sociale esistente nel paese. Il suo pacchetto di riforme del diritto del lavoro in senso liberista ha provocato un massiccio sciopero generale e nuovi appuntamenti di lotta sono previsti nelle prossime settimane. Tutte le questioni sociali si fanno più acute: sanità, abitazioni, salari. A tutto ciò si sono aggiunti gli effetti disastrosi di alcune tempeste che hanno scosso il Portogallo nelle settimane prima del voto. Circa 30mila elettori voteranno il 15 febbraio, dato che gli effetti del maltempo hanno reso impossibile a questi cittadini di recarsi alle urne.

Il nuovo presidente ha un ruolo limitato nel sistema costituzionale portoghese, ma potrà garantire un’azione di tutela della democrazia, emersa dalla “rivoluzione dei garofani”. Le forze di sinistra sono comunque consapevoli che lo scampato pericolo garantito dal voto dell’8 febbraio e l’ampiezza della reazione popolare che ha fermato l’estrema destra non saranno a lungo sufficienti, se non si riuscirà a ricostruire un progetto credibile che dia risposta ai crescenti problemi economici e sociali dei portoghesi.