Approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti l’11 dicembre 2024 ed entrato in vigore il primo giugno scorso, il Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti all’articolo 1, “Libertà di informazione e di critica”, spiega che l’attività giornalistica, in qualunque ambito, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana e dalle norme internazionali, ed è regolata dall’articolo 2 della Legge 69 del 3 febbraio 1963. Mentre all’articolo 2, “Diritto all’informazione”, si aggiunge che “il/la giornalista difende la libertà di espressione e il diritto all’informazione di ogni persona. Esercita tale diritto rispettando i principi dell’interesse pubblico alla notizia, della verità sostanziale dei fatti e della continenza espressiva”.

E’ sulla base di queste due disposizioni che i periodici Sinistra Sindacale e REDS hanno riportato, tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, gli interventi di Giacinto Botti, all’epoca referente nazionale di Lavoro Società, all’Assemblea generale della Cgil del 6 dicembre 2024 e all’Assemblea nazionale di Lavoro Società del 4 marzo 2025. Interventi che riepilogavano, senza mai andare oltre la continenza espressiva, una vicenda di cui, in 38 anni di professione giornalistica, non avevo personalmente avuto conoscenza di precedenti. Vicenda che ha provocato profonde e prolungate sofferenze, morali e anche fisiche, nei diretti interessati; lavoratori e lavoratrici, compagni e compagne, colpiti da provvedimenti che li hanno di fatto obbligati a cambiare radicalmente traiettorie di lavoro e di vita.

Come direttore responsabile dei due periodici, che pure sono stati definiti “macchina del fango” per aver riportato gli interventi di Giacinto Botti, scrivo queste poche righe non per la richiesta da parte del Comitato di garanzia Centro di tornare su questa scabrosa vicenda, ma per gli stessi principi alla base della professione giornalistica, quello del diritto di informare e della libertà di espressione sancita dalla Carta fondamentale della Repubblica.