L’ennesima guerra per le energie fossili – l’Iran ha enormi riserve di gas e petrolio – e per assicurarne il controllo a Usa, Israele e monarchie del Golfo, ha riportato nel dibattito pubblico la vulgata dell’energia nucleare che permetterebbe di non subire i contraccolpi dei conflitti bellici. Per fortuna, grazie a Massimo Serafini (e al manifesto), scopriamo che il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi è stato chiamato a intervenire in una consultazione parlamentare sul nucleare, ed ha offerto numeri e buoni, concreti motivi per non fare questa scelta.
Il governo, valgono per tutte le dichiarazioni del ministro “ambientale” Pichetto Fratin (“L’Italia ha deciso di aderire all’impegno di triplicare la capacità nucleare globale”), va in tutt’altra direzione. Eppure Parisi ha spiegato che puntare su efficienza energetica e utilizzo del sole e del vento sarebbe più economico, perché il solare e l’eolico sono le fonti più convenienti: su scala industriale tra 35 e 50 dollari per megawattora, contro i 150/180 dollari per il nucleare di nuova costruzione in Europa. Tre volte di più. In aggiunta, il Nobel per la fisica ha reso noto che il governo ha già in mano un rapporto elaborato da scienziati e ricercatori, che dimostra che efficienza energetica e rinnovabili possono essere in grado di coprire il 100% della domanda elettrica del paese.
