
Il 26 aprile 1937 la Legione Condor, con la partecipazione della aviazione legionaria, effettuò il primo bombardamento a tappeto della storia sulla cittadina basca di Guernica. In tre ondate successive la piccola città venne bombardata e rasa al suolo utilizzando tutti i più micidiali tipi di bombe che si conoscevano allora. Morirono, si stima, duemila persone, un terzo di tutta la popolazione di Guernica. Pablo Picasso realizza nel 1937 quel grande manifesto contro la guerra e i bombardamenti indiscriminati su popolazioni inermi, il grande dipinto di Guernica. Dipinto che arrivò in Spagna solo molti anni dopo, nel 1981. Picasso era già morto.
Uno degli effetti collaterali delle guerre consiste nel suscitare indignazione, rabbia, impotenza, generando quindi delle reazioni, soprattutto nelle nuove generazioni che non hanno avuto esperienze di vivere durante altre guerre. Dal rifiuto della violenza e della guerra, sua massima espressione, sono sempre nati movimenti di giovani contrari alle sopraffazioni, all’uso delle armi sempre più intelligenti e sofisticate. Si privilegiano sempre i tradizionali bombardamenti a tappeto appunto, per scoraggiare le popolazioni. Emblematici negli ultimi anni i bombardamenti sulla popolazione di Gaza.
Il risultato del referendum sulla giustizia ha dato il grande risultato della larga vittoria del No. Sicuramente, nella mobilitazione dei giovani per il referendum, ha influito molto il risveglio delle coscienze giovanili (che gli esperti consideravano dormienti) dovuta alle grandi manifestazioni contro la guerra in Medio Oriente e, in misura minore, in Ucraina. Partecipare a manifestazioni di quel tipo porta a ritenere che si possa intervenire su quello che succede nel mondo, che si possa ottenere un risultato inaspettato.
Il cinema molto spesso ha compreso o intuito che cosa si sta muovendo nelle coscienze civili del mondo. Anticipando spesso cosa sarebbe successo. La guerra, i bombardamenti, le uccisioni, la sofferenza vista con gli occhi di ragazzi e ragazze giovanissimi.
Negli ultimi anni si è assistito ad una sempre maggiore diffusione di film di qualità proveniente da cinematografie senza una lunga tradizione alle spalle. Nuovi registi da tutto il mondo, grazie anche alla diminuzione dei costi di realizzazione di film.
Due film, uno tedesco, regista tedesco di origine turca, e il secondo iracheno. I due film si svolgono in periodi diversi e in luoghi diversissimi. Hanno però molto in comune. In “The president’s cake” (La torta del presidente) di Hasan Haki, una ragazzina irachena deve riuscire a trovare gli ingredienti per realizzare per conto della scuola che frequenta una torta per il compleanno di Saddam Hussein, che pretendeva che tutti realizzassero torte anche se il paese era sottoposto a sanzioni, bombardato, e la povertà era diffusissima. Nell’altro film è invece un ragazzino tedesco che deve riuscire a trovare gli ingredienti per realizzare un dolce per la propria madre. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, in un’isola dell’arcipelago delle Frisone nel nord della Germania, vicinissimo alla Danimarca. In un’isola che si chiama “Arnum” (L’isola dei ricordi) di Fatih Hakin, che è anche il titolo originale del film. Nel mare del Nord, in cui le maree sono molto forti, in cui l’acqua è sempre presente.
Nell’altro film è ancora l’acqua al centro perché la ragazzina vive in una zona paludosa dell’Iraq, in case realizzate con legno, canne, sulle palafitte, e dove tutti si muovono su barche a remi. Un luogo pieno di storia nel sud del paese, alla confluenza del Tigri e dell’Eufrate. I due ragazzi devono cercare gli stessi ingredienti, la farina, le uova, il burro, lo zucchero. Vivono entrambi un un ambiente acquatico che significa separazione, diversità, difficoltà ma è anche un luogo di salvezza, proprio perché in mezzo all’acqua. Il tedesco è membro della gioventù hitleriana. Si sono rifugiati nell’isola per sfuggire alle bombe. Il ragazzo è molto timido, impreparato alla vita. Comincia a capire di cosa sono responsabili i suoi genitori, il suo amico di scuola festeggia subito la fine del nazismo. Ruba per riuscire a trovare i famosi ingredienti. La stessa cosa fa la ragazzina, anche lei si arrangia per trovare gli ingredienti. Ma lei ha sempre vissuto su quel fiume, in povertà, va in città e cerca di arrangiarsi, sa come muoversi, ha capito da tempo come riuscire a sopravvivere.
Aerei inglesi sull’isola nel mare del Nord.
I due ragazzini per vie diverse, in tempi diversi, in epoche diverse, capiscono come possono fare per cavarsela e per rimanere delle persone vitali, interessate, che guarderanno il mondo con ottimismo e con la volontà di cambiarlo. Senza illusioni.
I protagonisti: per il film tedesco Jasper Billerbeck, per quello iracheno Banin Ahmad Nayef. Gli occhi dei ragazzi guardano al futuro, perché è normale che sia così. La guerra li ha aiutati a crescere nella loro coscienza civile. Saranno dei cittadini migliori? Un consiglio: riguardate qualche film del dopoguerra italiano.
